Antonio Filosa chiude con il passato: "Siamo Stellantis, non più ex Fca o Psa"
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Redazione Economia
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Antonio Filosa, da pochi giorni alla guida di Stellantis, ha tracciato una linea netta tra il presente e le eredità divisive del gruppo, marcando l’inizio di una fase che punta a cancellare ogni frammentazione identitaria. “Non siamo più ex Fca o ex Psa, siamo Stellantis”, ha ribadito con fermezza durante un incontro con i dipendenti, trasmesso globalmente dall’Heritage Hub di Mirafiori. Un messaggio che non ammette ambiguità: la fusione del 2021 deve trasformarsi in unità operativa, superando rivalità e nostalgie.
Il nuovo ad, subentrato a Carlos Tavares, ha delineato priorità chiare: decisioni pragmatiche, valorizzazione del capitale umano e centralità del cliente. “Generare valore significa ascoltare chi compra le nostre auto”, ha aggiunto, anticipando una revisione del piano strategico già avviata. Sebbene i dettagli non siano stati svelati, il riferimento a “prodotti giusti, che i clienti desiderano” lascia intravedere un riposizionamento di modelli e investimenti, dopo un 2024 deludente sotto il profilo delle performance.
La scelta di parlare da Torino, cuore storico della Fiat, non è casuale. In Italia, dove Stellantis conta stabilimenti come Pomigliano, Melfi e Atessa, il gruppo è sotto pressione da mesi per le incertezze sulla produzione. Filosa, però, ha evitato riferimenti geografici, preferendo un linguaggio inclusivo: “Siamo un’unica squadra”. Un approccio che silenzia, almeno per ora, le polemiche sulle “fabbriche a rischio”, ma che dovrà tradursi in scelte concrete.




