Duplantis, l'uomo che tocca il cielo a Tokyo: è record del mondo a 6,30 metri

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Armand “Mondo” Duplantis ha scritto un’altra, storica, pagina dell’atletica mondiale durante la terza giornata dei Mondiali di Tokyo, confermandosi, a soli venticinque anni, come un fenomeno assoluto e inavvicinabile della specialità. L’atleta svedese, che detiene il primato dal 2020 quando superò i 6,17 metri del francese Renaud Lavillenie, ha infatti stabilito il suo quattordicesimo record del mondo, portando l’asticella – letteralmente – a un’altezza mai vista prima: sei metri e trenta centimetri.

La sua progressione verso l’impresa è stata, come suo solito, di una precisione e di una freddezza impressionanti. Entrato in gara allo stadio nazionale già all’altezza di 5,55 metri, superata al primo tentativo, ha proseguito senza intoppi, sgretolando una dopo l’altra le misure successive: 5,75, 5,85, 5,90, 5,95 e il muro dei 6 metri, tutti superati al primo colpo. Dopo aver “passato” i 6,05, ha replicato la perfezione anche a 6,10 e 6,15 metri, per poi affrontare e superare i 6,20, sempre al primo tentativo, prima della scelta finale e coraggiosa di fissare l’asticella a quel 6,30 centrato, non senza un ultimo colpo di scena, soltanto al terzo e ultimo salto disponibile.

Oltre all’indiscutibile gloria sportiva e al titolo mondiale conquistato, un simile exploit si traduce, com’è noto, anche in un cospicuo ritorno economico. La World Athletics, infatti, riconosce un bonus di 100.000 dollari americani, equivalenti a circa 85.000 euro, per ogni record del mondo stabilito durante la competizione; un premio che raddoppia rispetto ai “soli” 50.000 dollari previsti per un primato ottenuto in una tappa della Diamond League

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