Importazioni di GNL russo, l’Ue tocca il record mentre sale il conto della guerra

Importazioni di GNL russo, l’Ue tocca il record mentre sale il conto della guerra
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le importazioni di GNL russo da parte dell’Unione Europea hanno raggiunto un livello record nella prima metà del 2026, con quasi 10 milioni di tonnellate acquistate dal progetto russo Yamal LNG mentre il costo della guerra in Medio Oriente per Bruxelles è salito a 53 miliardi di euro. Secondo le stime della task force sull’Energia riunitasi il 10 luglio, l’aumento della spesa per combustibili fossili dall’inizio del conflitto è stato influenzato anche dalla crisi legata allo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo tra Iran e Oman da cui transitava circa un quinto delle consegne globali di petrolio. Il mercato energetico europeo ha quindi registrato una forte pressione sui prezzi, mentre gli acquisti di gas liquefatto russo hanno continuato a crescere.

Il record degli acquisti europei da Yamal LNG

Nei primi sei mesi del 2026 i Paesi dell’Unione Europea hanno importato dalla principale struttura russa di gas naturale liquefatto una quantità mai registrata prima. I dati della società di analisi Kpler riportati dal Financial Times indicano che gli acquisti europei da Yamal LNG, controllata dalla società privata russa Novatek, hanno raggiunto 9,89 milioni di tonnellate, con una crescita del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il volume assorbito dall’Europa ha rappresentato quasi tutta la produzione dell’impianto siberiano nei mesi precedenti all’entrata in vigore del divieto dell’Ue sulle importazioni di gas russo, creando un divario tra le decisioni politiche annunciate e gli approvvigionamenti effettivamente realizzati.

Il valore economico degli acquisti effettuati nella prima metà del 2026 si aggira intorno ai 6 miliardi di euro, mentre nel 2025 l’Unione Europea aveva speso complessivamente 7,2 miliardi di euro per le importazioni di GNL russo provenienti dal giacimento di Yamal. Le cifre mostrano un incremento della dipendenza dagli acquisti di gas liquefatto russo proprio nel periodo in cui Bruxelles ha stabilito lo stop all’acquisto di energia dalla Russia e ha elaborato nuovi pacchetti di sanzioni nei confronti di Mosca. I dati sulle importazioni evidenziano quindi il peso delle esigenze del mercato energetico nelle scelte dei Paesi europei.

Francia, Belgio e Spagna concentrano gran parte degli arrivi

Le importazioni europee di GNL russo proveniente da Yamal hanno avuto come principali destinazioni i porti di Francia, Belgio e Spagna. Secondo i dati citati nell’analisi sulle forniture energetiche, oltre il 97% delle esportazioni dirette verso l’Unione Europea è arrivato attraverso questi tre Paesi, confermando la concentrazione degli approvvigionamenti in alcuni punti di ingresso del continente. La crescita degli acquisti nella prima parte del 2026 ha portato il volume importato vicino alla soglia dei 10 milioni di tonnellate, con un aumento indicato anche da altre rilevazioni rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il quadro delle importazioni energetiche europee si sviluppa quindi tra l’aumento dei costi legati alla crisi internazionale e il record raggiunto dal gas naturale liquefatto russo. Da una parte la spesa aggiuntiva per i combustibili fossili ha contribuito a far crescere il conto della guerra in Medio Oriente per l’Unione Europea; dall’altra, gli acquisti da Yamal LNG hanno registrato il massimo storico nei primi mesi del 2026. Le informazioni disponibili descrivono una fase in cui le misure annunciate sul fronte energetico convivono con una domanda ancora elevata di forniture di gas liquefatto provenienti dalla Russia.

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