4 ottobre, la nuova festa nazionale di San Francesco fa crescere lo stipendio di ottobre
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Redazione Esteri
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Il 4 ottobre torna a essere una festività nazionale con effetti civili, a quasi cinquant'anni dalla soppressione. La ricorrenza dedicata a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, è stata reintrodotta dalla legge n. 151 dell'8 ottobre 2025, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, che ne ha disposto l'inserimento nell'elenco dei giorni festivi previsti dalla normativa del 1949. La prima celebrazione coincide con l'ottavo centenario della morte del santo, avvenuta il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola.
Un debutto segnato dal calendario
La circostanza che il 4 ottobre 2026 cada di domenica introduce una variabile decisiva nel trattamento economico dei lavoratori dipendenti. Poiché la festività non si traduce in un giorno di riposo aggiuntivo, per la generalità dei dipendenti si configura la cosiddetta festività non goduta, che dà diritto a una quota giornaliera aggiuntiva in busta paga. L'importo varia in funzione del contratto collettivo applicato, del livello di inquadramento e della retribuzione percepita.
Le simulazioni elaborate dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, riprese dalla stampa specializzata, indicano incrementi netti compresi tra 39 e 53 euro per il mese di ottobre.
La distinzione fondamentale riguarda il sistema retributivo. Per i lavoratori mensilizzati, la quota aggiuntiva è calcolata come frazione della retribuzione fissa mensile, tipicamente un ventiseiesimo. Per i lavoratori pagati a ore, invece, il riconoscimento segue criteri proporzionali all'orario settimanale contrattuale, con un riferimento abituale a un sesto delle ore settimanali. Le fonti sindacali segnalano che, con un orario di quaranta ore distribuite su cinque giorni, la festività non goduta corrisponde a circa sei ore e quaranta minuti di retribuzione.
Trattamenti differenziati per chi lavora
Per i dipendenti chiamati a prestare servizio nella giornata del 4 ottobre, il trattamento economico si articola in modo diverso. Alla normale retribuzione e alla quota spettante per la festività coincidente con la domenica si aggiunge il compenso per le ore effettivamente lavorate, con le maggiorazioni previste dal contratto collettivo di riferimento. Il CCNL del commercio, ad esempio, prevede una maggiorazione del trenta per cento per il lavoro festivo, mentre altri comparti applicano percentuali differenti.
In alcuni casi il contratto può prevedere anche un giorno di riposo compensativo in luogo o in aggiunta alla maggiorazione economica.
Le organizzazioni sindacali hanno diffuso indicazioni operative per i lavoratori, invitandoli a verificare il divisore utilizzato per il calcolo, la quota oraria individuale, l'eventuale regime part-time e le previsioni specifiche del proprio contratto collettivo. La quota riconosciuta per la festività non goduta concorre all'imponibile previdenziale e fiscale ordinario. Restano salvi gli accordi aziendali o territoriali che disciplinano la materia in modo difforme.
Una ricorrenza dal significato civile
La legge istitutiva richiama espressamente i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell'ambiente e della solidarietà come fondamento della celebrazione. Il testo normativo prevede che scuole, amministrazioni pubbliche ed enti del Terzo settore possano promuovere eventi e iniziative dedicate alla figura del santo, con particolare riguardo ai temi della pace tra i popoli, dell'inclusione sociale e del rispetto del creato.
L'articolo 1 della legge autorizza una spesa di oltre dieci milioni di euro annui a decorrere dal 2027, di cui quasi nove milioni destinati al comparto del Servizio sanitario nazionale.
Sul piano della percezione pubblica, un'indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi ha rilevato che il 16,5 per cento degli intervistati giudica molto positivamente l'introduzione della festività e il 68,8 per cento abbastanza positivamente. Il 61,7 per cento ritiene giusto dedicare una giornata a San Francesco e ai valori che rappresenta, mentre il 23 per cento apprezza soprattutto la disponibilità di un giorno festivo aggiuntivo.
Quanto alle ricadute economiche, la metà degli intervistati non prevede effetti rilevanti, il 26,7 per cento si attende conseguenze positive e l'8,4 per cento teme un impatto negativo.
Prospettive turistiche e calendario
La coincidenza con la domenica limita per il 2026 la possibilità di generare ponti e pernottamenti aggiuntivi. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha osservato che l'evento sarà percepito in modo più incisivo a partire dal 2027, quando il 4 ottobre cadrà di lunedì, creando un fine settimana lungo potenzialmente favorevole alla domanda turistica.
Secondo i dati dell'indagine, il 22,1 per cento degli intervistati dichiara l'intenzione di visitare un luogo legato al culto del santo e il 4,7 per cento di percorrere la Via di Francesco, un dato che segnala una possibile domanda per i territori francescani.
La sovrapposizione normativa segnalata in sede di promulgazione riguarda la compresenza, nella stessa data, della festa nazionale di San Francesco e della solennità civile in onore di Santa Caterina da Siena, anch'essa patrona d'Italia. Le due qualificazioni producono effetti giuridici distinti, ma la legge ha modificato la normativa del 1958 per armonizzare il quadro. Nel 2026, per la prima volta dopo decenni, uffici pubblici e scuole resteranno chiusi il 4 ottobre, salvo i servizi essenziali.
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