Bonus da 115 euro in bolletta, l’Arera sblocca i primi accrediti per chi ha già il sociale
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Redazione Economia
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A quanto pare, l’attesa per il contributo “una tantum” da 115 euro introdotto dal decreto-legge 21/26 sta per concludersi per una larga fetta di famiglie italiane. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha infatti messo a punto le procedure operative, quelle cioè che servono a trasformare l’annuncio politico in un concreto calo della spesa, e l’accredito – va subito detto – avverrà in modo completamente automatico, senza che i cittadini debbano imbarcarsi in estenuanti trafile burocratiche. Il meccanismo, come spiegato nei comunicati tecnici dell’Authority presieduta da Nicola Dell’Acqua, è però vincolato a una data precisa: solo chi risultava titolare del bonus sociale elettrico per disagio economico al 21 febbraio 2026 – giorno dell’entrata in vigore del decreto – potrà vedere riconosciuta la somma.
La misura, che si somma agli sconti ordinari già applicati per legge, è destinata a chi ha un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) non superiore a 9.796 euro; la soglia, come previsto dalla normativa per i nuclei più numerosi, sale a 20mila euro a patto che ci siano almeno quattro figli a carico. Questa delimitazione temporale, quella del 21 febbraio, gioca un ruolo cruciale: serviva un Isee valido già in quella data specifica, una condizione sostanziale che esclude automaticamente chi ha presentato la Dsu successivamente o magari ha visto variare la propria situazione reddituale solo nei mesi a venire.
L’accredito automatico e la gestione dei crediti residui
Sarà il fornitore di energia – che fosse un operatore del mercato libero oppure l’esercente la maggior tutela – attivo per quell’utenza al 21 febbraio a occuparsi dello sconto, e lo farà anche se nel frattempo l’utente ha cambiato compagnia, un dettaglio non da poco che evita possibili vuoti di tutela. L’erogazione si concretizzerà nella prima bolletta utile successiva al provvedimento dell’Arera (datato 19 marzo), dove l’importo comparirà come una voce separata, ben distinguibile dai normali consumi per rendere trasparente l’intervento dello Stato. Se l’applicazione di questo bonus da 115 euro dovesse generare un credito in favore del cliente – magari perché i consumi del bimestre sono stati particolarmente bassi – quel surplus non andrà perduto: l’operatore ha l’obbligo di riportarlo nelle fatture successive fino a completo esaurimento.
La platea dei beneficiari e il limite dei consumi
I numeri parlano di una platea potenziale che sfiora i 2,6 milioni di famiglie, quelle cioè che già oggi usufruiscono dello sconto sociale base. Per loro si tratta di un aiuto extra che va a incidere direttamente sulla componente energia della spesa, ma è fondamentale ricordare che il contributo è previsto una sola volta, in un’unica soluzione, senza possibilità di frazionamento. A differenza di quanto accade per altri sussidi, qui non c’è spazio per interpretazioni discrezionali da parte dei venditori: l’obbligatorietà dell’accredito tutela il consumatore finale, specie in un mercato come quello energetico dove le variabili sono già molte.
Il secondo livello per Isee fino a 25mila euro (ancora in definizione)
Resta però ancora in fase di definizione, e qui si aprono scenari diversi, la seconda gamba del provvedimento, quella cioè dedicata ai nuclei familiari con Isee non superiore a 25mila euro che però non sono titolari del bonus sociale. Per questa fascia, più ampia e rappresentativa del ceto medio, il legislatore ha immaginato un contributo volontario, una misura che potrà essere applicata dai singoli fornitori a loro discrezione e che dipenderà anche dal rispetto di limiti stringenti sui consumi: chi volesse accedervi dovrà aver consumato non più di 500 kWh nel primo bimestre del 2026 e non più di 3mila kWh nell’intero 2025. Su questo specifico aspetto l’Arera, con un successivo provvedimento, dovrà ancora dettagliare le regole operative, lasciando sostanzialmente in sospeso la sorte di molte famiglie. Nel frattempo, per chi rientra già nella fotografia del 21 febbraio, lo sconto è a portata di bolletta.




