Meta esenta i principali inserzionisti dal controllo dei contenuti
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Redazione Economia
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Il gruppo Meta, proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha esentato alcuni dei suoi principali inserzionisti dal consueto processo di controllo dei contenuti. Secondo documenti interni del 2023, visionati dal Financial Times, la società ha introdotto una serie di "tutele" per chi spende molto, in particolare per il gruppo denominato "P95 spenders", ovvero quegli inserzionisti che spendono più di 1.500 dollari al giorno. Questi inserzionisti sarebbero stati dispensati dai controlli sulla pubblicità, una mossa che ha sollevato non poche polemiche.
Mark Zuckerberg, il CEO di Meta, ha recentemente attaccato l'Unione Europea, definendola un freno per l'innovazione e una fabbrica di leggi che "hanno istituzionalizzato la censura". Questa metamorfosi di Zuckerberg, da alfiere della cultura liberal a libertario vicino alle posizioni della destra estrema e del presidente eletto Donald Trump, ha sorpreso molti. La rinuncia di Meta al fact-checking ha colto di sorpresa anche i partner che si occupavano di verifica delle informazioni sui contenuti pubblicati sulle piattaforme del gruppo. Queste organizzazioni esterne stanno ora cercando di capire come far fronte al buco finanziario che lascerà la decisione di Meta.
Inoltre, Meta ha presentato alla Commissione europea una valutazione d'impatto sulle sue politiche di moderazione dei contenuti. La mossa arriva dopo che Zuckerberg aveva annunciato un passo indietro sulla politica di fact-checking, per avvicinarsi a un modello basato sulle "note della community", simile a quello usato da Elon Musk per X. Questa decisione ha sollevato preoccupazioni tra gli esperti di disinformazione e i difensori della libertà di stampa, che temono un aumento della diffusione di notizie false e manipolate.
La guerra di Zuckerberg contro il fact-checking e la sua nuova politica di moderazione dei contenuti rappresentano un cambiamento significativo nella strategia di Meta.




