La Cupra Tavascan è la prima auto prodotta in Cina che Bruxelles esenta dai dazi, e lo scambio è un impegno formale su prezzi, volumi e investimenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il suv coupé full electric del marchio spagnolo del gruppo Volkswagen, la Cupra Tavascan assemblata nello stabilimento di Hefei attraverso la joint venture Volkswagen Anhui, non pagherà più la sovrattassa del 20,7 per cento né il dazio base del 10 per cento -5-6-9. La decisione, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 10 febbraio 2026, suggella un negoziato durato mesi tra la Commissione e il costruttore tedesco, e rappresenta la prima deroga individuale concessa dall’esecutivo comunitario dall’entrata in vigore delle misure anti-dumping del 30 ottobre 2024 -1-2. La formula giuridica prescelta è quella del price undertaking, uno strumento finora applicato a materie prime o prodotti semilavorati e che ora, per la prima volta, viene esteso a un veicolo elettrico finito: l’esportatore si impegna volontariamente a non scendere sotto una soglia di prezzo minima concordata e, in cambio, ottiene l’esonero totale dai dazi compensativi -1-2.

A presentare formalmente la richiesta non è stata soltanto Volkswagen Anhui, ma anche la sua controllata europea Seat S.A. con sede a Martorell, che importa e distribuisce il modello nei Paesi dell’Unione -1-5. L’accordo, i cui termini numerici restano riservati per espressa volontà delle parti, poggia su tre pilastri vincolanti. Il primo è appunto un prezzo minimo di ingresso nel mercato comune, parametrato – come spiegano i documenti ufficiali – al costo di un veicolo Volkswagen comparabile assemblato in Europa, e non più al valore Cif (costo, assicurazione e nolo) rilevato in fase di inchiesta -9. Il secondo è un tetto annuo alle unità importabili, un contingentamento che impedisce al gruppo di saturare il mercato con il solo modello cinese -4-6. Il terzo, e forse il più rilevante sul piano politico-industriale, è l’assunzione di un obbligo scritto a realizzare investimenti significativi in Europa nel settore delle auto elettriche e delle batterie, con milestone temporali precise la cui mancata osservanza farebbe scattare la revoca immediata dell’esenzione e il recupero retroattivo dei dazi non versati -1-2-8.

La posta in gioco per il gruppo di Wolfsburg era altissima. I conti della divisione Seat-Cupra avevano subìto un tracollo nei primi nove mesi del 2025, con l’utile operativo precipitato del 96 per cento fermandosi a 16 milioni di euro, una emorragia finanziaria direttamente ascrivibile ai dazi che gravavano sul Tavascan -4-6-8. Il modello, lanciato sul mercato alla fine del 2024, aveva comunque totalizzato 36 mila consegne nell’arco del 2025, vale a dire l’11 per cento del venduto complessivo del marchio: un peso specifico che rendeva la deroga una necessità industriale prima ancora che commerciale -4-6-8. Lo stabilimento di Hefei, del resto, non è una joint venture tradizionale al cinquanta per cento come quelle con Saic e Faw, bensì una controllata al 75 per cento da Volkswagen China Investment Company, pensata fin dall’inizio come hub per l’export e integrata con una fabbrica di batterie adiacente interamente di proprietà del gruppo -3-7.

La reazione di Pechino e il negoziato sui prezzi

L’accordo bilaterale tra Bruxelles e Volkswagen ha sollevato immediate riserve da parte della Camera di Commercio cinese per l’import-export di macchinari e prodotti elettronici, la quale ha criticato la trattativa condotta su base individuale anziché attraverso un framework generale applicabile a tutti i costruttori -6-9. Nonostante le obiezioni procedurali, alcune sigle industriali hanno già fatto sapere di stare valutando la presentazione di proposte analoghe, sebbene la complessità dei loro portafogli prodotti e delle catene di fornitura renda meno agevole replicare in toto il modello Volkswagen -1-4-8. La Commissione, da parte sua, replica che l’impresa tedesca è stata l’unica ad aver depositato un impegno dettagliato, completo di tutti gli allegati richiesti e giudicato conforme ai criteri di non lesività per l’industria continentale -9.

La decisione arriva in una fase in cui il negoziato UE-Cina sui meccanismi alternativi ai dazi sembrava arenato -10. La concessione dell’esenzione al Tavascan riapre di fatto il dossier e introduce un precedente che altri gruppi – Bmw e Mercedes, entrambi con volumi di elettriche prodotte in Cina e destinate all’Europa – stanno già studiando con attenzione, anche in vista dei ricorsi presentati dinanzi alla Corte di Giustizia Europea -9. I termini dell’intesa prevedono anche obblighi stringenti di tracciabilità: le fatture commerciali e di rivendita dovranno riportare codici Qr rilasciati dall’Ue, e Seat sarà tenuta a inviare rapporti periodici attraverso il sistema informatico comunitario per dimostrare il rispetto delle quote e delle condizioni applicate alle vendite a flotte -9. Chi acquisterà una Tavascan in Europa, insomma, guiderà un veicolo progettato a Barcellona, ingegnerizzato in Germania, assemblato in Cina e sdoganato a condizioni che assomigliano più a un trattato di reciproca sorveglianza industriale che a una classica operazione di commercio internazionale.

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