Trump alla Nato: stop al petrolio russo e dazi del 100% sulla Cina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un intervento diretto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha posto una serie di condizioni chiare agli alleati atlantici, legando l’azione americana contro Mosca a una loro precisa iniziativa collettiva. Attraverso un post pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti varerebbero “sanzioni severe contro la Russia” soltanto a patto che tutti i Paesi della Nato pongano fine alle importazioni di petrolio russo e applichino, contestualmente, dazi doganali – che potrebbero toccare la soglia del 100% – sulle merci provenienti dalla Cina.

Questa mossa, che il presidente definisce necessaria per aumentare in modo decisivo la pressione sul Cremlino, rappresenta l’ultimo di una serie di moniti ripetuti negli scorsi mesi. “Se la Nato farà come dico, la guerra finirà rapidamente”, ha affermato Trump, lasciando intendere che, in assenza di una risposta adeguata da parte degli alleati, l’impegno americano verrebbe considerato uno “spreco di tempo, energia e denaro”. La sua strategia, pertanto, vincola esplicitamente Washington a un’azione concertata e preliminare dei partner.

L’approccio dell’amministrazione statunitense, che mira a colpire le fonti di finanziamento della macchina bellica russa, non si limita dunque al solo capitolo energetico. La richiesta di inasprire i dazi commerciali verso Pechino – già sollecitata in sede di G7 dal sottosegretario al Tesoro Scott Bessent – e, in misura minore, verso Nuova Delhi, mira a penalizzare quei Paesi accusati di fornire, seppur indirettamente, un supporto cruciale all’economia di Mosca, eludendo in parte le restrizioni già esistenti.

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