Marquez torna al Mugello e ingrana la Q2: “Nervo libero, ora mi ricostruisco”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il rombo dei motori, quel suono che solo il circuito del Mugello sa restituire con un’eco tanto potente quanto ancestrale, ha salutato il ritorno di Marc Marquez. A diciannove giorni esatti da un doppio intervento chirurgico subito dopo il Gran Premio di Francia – operazione al piede destro e, soprattutto, una revisione delicata alla spalla destra per rimuovere una vite mal posizionata che gli comprometteva il nervo radiale – il campione del mondo in carica è sceso in pista nelle prove libere del venerdì.

Un rientro che sapeva più di scommessa che di routine, eppure il #93 ha chiuso la sessione di pre-qualifica con il sesto tempo cronometrico, centrando l’accesso diretto alla Q2 senza dover ricorrere a patemi particolari.

Ciò che conta, però, non è tanto la posizione in graduatoria, quanto la sensazione fisica restituita dal suo corpo. L’obiettivo principale dell’operazione era risolvere il fastidio neurologico che lo affliggeva, quel formicolio alla mano destra che gli impediva un controllo fine della moto.

“La giornata è andata molto bene perché non ho avuto alcun formicolio alla mano destra – ha spiegato lo spagnolo ai giornalisti presenti in Toscana – non ho avuto la sensazione che avevo dal nervo, e questo era l'obiettivo di questa operazione”. Un successo clinico, dunque, che però non equivale a dire che il pilota sia già al top della forma.

Anzi, Marquez è il primo a mettere in guardia dal pensare a un miracolo immediato: il braccio, come ha ricordato, è stato aperto ben sette volte dal gomito alla spalla, e ora che il sistema nervoso è tornato a funzionare, i muscoli devono imparare a rispondere di nuovo, accusando dolori e affaticamenti diversi dal solito.

La strategia del rischio calcolato e la pazienza del campione

Sotto la tenda del box Ducati, l’atteggiamento di Marquez è apparso sorprendentemente razionale, quasi pacato, se confrontato con la sua indole da guerriero. Il sesto posto nelle prequalifiche, in effetti, non è frutto di una piena condizione fisica, ma di una precisa strategia. Dopo aver chiuso le FP1 in quindicesima posizione, il #93 ha deciso di “rischiare il tutto per tutto” in un giro secco nella sessione Practice. Una scelta deliberata per garantirsi una casella a metà griglia per il resto del weekend.

“Sapevo di dover correre dei rischi nelle prove, come ho fatto in un giro – ha confessato – così che almeno domani, anche se le cose vanno male, anche se mi sveglio con il piede sbagliato, posso partire dodicesimo”. Una mossa da veterano, che gli permette di gestire l’incognita delle prossime due giornate senza l’ansia di dover strafare nel Q1. “In questo modo, mal che vada, sarò a metà griglia e potrò disputare una gara a un ritmo decente”.

La parola che torna più spesso nelle sue dichiarazioni, in effetti, è “pazienza”. Una virtù che non storicamente caratterizzato i suoi inizi di weekend, ma che oggi è d’obbligo. L’azzardo del giro veloce è servito a mettere al sicuro la posizione, ma il passo gara è ancora un’incognita. Se da un lato il nervo non dà più problemi, dall’altro compaiono nuovi dolori muscolari dovuti alla posizione in sella e al fatto che il corpo sta compensando sforzandosi con la mano sinistra. “Sono qui per recuperare il braccio destro, per continuare il mio futuro.

Non ho altri obiettivi”. Marquez non parla di vittoria, non menziona il titolo in questa sede; si limita a descrivere il suo presente fatto di riabilitazione in pista, perché, come sottolinea, l’unico modo per tornare in forma quando si guida una MotoGP è proprio stare seduti sopra quella moto, anche a costo di soffrire.

Il contesto del Mugello: italiani a tutta e un mercato in subbuglio

Mentre Marquez si concentra sulla sua personale “ricostruzione” muscolare, la classifica dei tempi del venerdio ha regalato uno spettacolo tutto tricolore. Fabio Di Giannantonio, in sella al team VR46, ha dominato la scena piazzando il miglior tempo in 1’44”808, confermando le ottime sensazioni mostrate fin dalle libere del mattino. Dietro di lui, a completare un podio virtuale di pre-qualifica, Francesco Bagnaia (a soli 91 millesimi) e Enea Bastianini, quest’ultimo in sella alla KTM Tech3.

Un poker di piloti italiani nei primi quattro posti (con Franco Morbidelli quarto) che ha fatto letteralmente esplodere di gioia i tifosi accorsi sulle colline toscane. Bagnaia, vincitore qui nel 2022, 2023 e 2024, sembra intenzionato a non voler essere escluso dai discorsi che contano, mentre Bastianini continua a far parlare di sé non solo per la velocità, ma anche per le dinamiche di mercato che lo circondano.

La sua posizione in KTM, già oggetto di voci nelle settimane passate, aggiunge un ulteriore livello di tensione a un weekend già carico di aspettative per il pubblico di casa.

Tuttavia, al di là delle cronache immediate, il dato più significativo rimane la resilienza di Marquez. Non è solo il tempo sul giro secco a impressionare, ma la capacità di separare la realtà fisica dalla voglia di competere. “Mentalmente mi sento pronto – ha ammesso senza casco – ma quando lo indossi è diverso”. Una distinzione sottile, che rivela la consapevolezza di un fuoriclasse il quale sa che per vincere bisogna prima di tutto ritrovare la confidenza con l’asfalto.

Le Sprint Race e la gara lunga di domenica, a questo punto, non saranno tanto un banco di prova per capire se può lottare per il podio, quanto piuttosto per verificare la tenuta di un braccio che è stato “aperto sette volte”. L’accesso diretto alla Q2 era l’obiettivo minimo per non sprecare energie; ora inizia la fase più dura, quella della gestione del dolore e del ritrovamento della velocità pura, senza la paura che il vecchio problema al nervo radiale possa tornare a bussare.

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