Frana sul Monviso, il crollo vicino ai rifugi: nessun disperso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La frana sul Monviso si è staccata dalla parete nord-est della montagna, provocando un forte boato e una vasta nube di polvere e detriti nell’area vicina ai rifugi Quintino Sella e Giacoletti. Gli accertamenti effettuati dal Soccorso alpino hanno consentito di escludere il coinvolgimento di persone e non risultano dispersi. Il distacco è avvenuto attorno alle 20 e ha interessato anche parte del percorso che conduce verso Pian del Re. Dal rifugio Giacoletti, situato a 2.741 metri di quota sul Colle del Losas, nel comune di Crissolo, il gestore Andrea Sorbino ha assistito direttamente al crollo, dopo avere sentito il rumore provenire dalla montagna.

Il boato e i blocchi in caduta dalla parete nord-est del Monviso

Andrea Sorbino ha raccontato che al momento del distacco si trovava al rifugio Giacoletti quando lui e le altre persone presenti hanno sentito un boato e sono usciti per capire cosa stesse accadendo. Davanti ai loro occhi, secondo il suo racconto, la montagna ha iniziato a crollare e i blocchi erano visibili mentre precipitavano lungo la parete. Il gestore ha definito surreale ciò che ha visto e ha riferito anche lo spavento provocato dalla scena, considerando che il rifugio si trova frontalmente rispetto alla montagna. Il distacco ha coinvolto la parete nord-est del Monviso in un’area osservabile direttamente dalla struttura.

Le immagini del CMP, Centro Meteo Piemonte, mostrano la sequenza più evidente dell’evento: prima il boato e subito dopo una nuvola di polvere che scende dalla montagna. La frana si è distaccata a circa 3.500 metri di quota e ha coinvolto la zona in prossimità del rifugio Quintino Sella. Anche il sentiero che attraversa l’area e conduce verso Pian del Re è stato raggiunto dagli effetti del crollo, ma, secondo le informazioni disponibili, è stato interessato solamente da una vasta nube di polvere e detriti. L’episodio ha quindi coinvolto un settore frequentato della montagna senza provocare, in base agli accertamenti effettuati, il coinvolgimento di persone.

Il Soccorso alpino esclude dispersi dopo gli accertamenti

La notizia della vasta frana sul Monviso era stata resa nota dal Soccorso alpino, mentre nelle prime informazioni era emersa anche la ricerca di un escursionista indicato come disperso. Gli accertamenti svolti successivamente, nella prima mattinata, hanno però permesso di escludere che qualcuno fosse rimasto coinvolto nel distacco. Il dato confermato è quindi l’assenza di dispersi, nonostante le dimensioni della frana e l’interessamento dell’area nei pressi del Quintino Sella e di una parte del sentiero diretto verso Pian del Re, località dove sorge il fiume Po. Le verifiche hanno chiarito così l’aspetto più delicato dopo le prime segnalazioni seguite al crollo.

L’area interessata comprende un tratto del versante nord-est del Monviso e zone prossime a due rifugi, il Quintino Sella e il Giacoletti. Proprio dalla posizione del Giacoletti è stato possibile osservare a occhio nudo i blocchi che scendevano dalla parete, mentre la nube sollevata da polvere e detriti si propagava più in basso. La testimonianza del gestore restituisce la rapidità con cui l’evento è stato percepito: il rumore improvviso ha richiamato all’esterno le persone presenti nel rifugio, che si sono trovate davanti al crollo della montagna. Gli accertamenti del Soccorso alpino hanno poi escluso conseguenze sulle persone presenti o in transito nell’area.

Dopo il crollo la Regione Piemonte convoca un tavolo sul Monviso

Dopo quanto accaduto sul versante nord-est, la Regione Piemonte ha annunciato la convocazione nei prossimi giorni di un tavolo sul Monviso all’interno dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici. L’obiettivo indicato è approfondire l’evento e avviare un lavoro strutturato dedicato alla conoscenza e all’osservazione di quanto avviene sulla montagna. Il confronto dovrà inoltre riguardare la valutazione delle possibili azioni sul fronte del monitoraggio, della prevenzione e della sicurezza. La decisione arriva dopo il distacco che ha prodotto il boato, la caduta dei blocchi e la grande nube di polvere osservata nell’area dei rifugi e lungo il percorso verso Pian del Re.

Il crollo ha dunque portato l’attenzione sia sulle condizioni della parete nord-est sia sulle attività di osservazione dell’area interessata. La Regione intende affrontare quanto accaduto nel quadro dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici, mentre sul terreno il passaggio decisivo è stato rappresentato dalle verifiche condotte dopo la frana. Nonostante l’allarme iniziale e le notizie sulla ricerca di un escursionista, gli accertamenti hanno escluso il coinvolgimento di persone. Restano documentati il distacco avvenuto in quota, la nube di polvere e detriti, l’interessamento della zona vicina al Quintino Sella e la testimonianza di chi dal rifugio Giacoletti ha visto i blocchi precipitare dalla montagna.

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