Monviso, riapre il sentiero V13 dopo la frana. Il sindaco: «Massima attenzione»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo un'intera giornata di monitoraggio, e dopo aver consultato Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco e ufficio tecnico comunale, intorno alle 21 di mercoledì 2 settembre il sindaco di Crissolo, Fabrizio Re, ha riaperto il sentiero V13 che collega il Lago Chiaretto e il Colle di Viso.

La riapertura è stata decisa al termine delle ispezioni di terra, che hanno consentito di valutare nel dettaglio l'entità dei danni e di escludere criticità immediate per la percorribilità generale dell'area, nonostante nelle ore precedenti si fossero registrate ulteriori scariche di roccia nella stessa zona del distacco.

La frana e i primi sopralluoghi

Il grande crollo, che si è verificato martedì 1 settembre sul versante Nord Est del Monviso, aveva fatto scattare immediatamente i controlli sul territorio. Nella serata del distacco, l'elisoccorso decollato da Torino aveva tentato di raggiungere l'area, ma la grande quantità di polvere in sospensione e l'instabilità del fronte franoso non avevano consentito l'atterraggio.

Il rifugio Quintino Sella, situato nei pressi dell'area interessata, non è stato direttamente coinvolto dal crollo; come ha precisato il gestore Alessandro Tranchero, il distacco ha interessato prevalentemente la parete rocciosa, mentre il sentiero è stato raggiunto principalmente dalla nube di polvere e detriti sollevata dall'impatto.

Il tavolo regionale e il ruolo del clima

L'evento, che per fortuna non ha provocato vittime, ha però riportato l'attenzione sulla fragilità dell'ambiente di alta quota e sugli effetti dei cambiamenti climatici. Per affrontare la situazione, la Regione Piemonte ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico nei prossimi giorni, al quale siederanno Soccorso alpino, Arpa Piemonte, tecnici regionali, sindaci e scienziati.

L'obiettivo è mettere in comune dati e conoscenze per comprendere l'evoluzione dei fenomeni di instabilità che da tempo interessano il Monviso, con particolare attenzione al degrado del permafrost, lo strato di roccia e sedimenti perennemente congelato che, a causa delle temperature elevate, perde consistenza e può innescare distacchi come quello di martedì.

Il precedente del 2019 e il futuro del Re di Pietra

Il fenomeno non è isolato: il versante Nord Est del Monviso è già stato interessato da altri episodi di instabilità, tra cui un grande crollo nel dicembre 2019, che mobilizzò circa 200.000 metri cubi di roccia e fu successivamente studiato dai tecnici di Arpa Piemonte. Le analisi condotte in quell'occasione evidenziarono una configurazione geologica e strutturale che rende il versante particolarmente predisposto a questi fenomeni, una predisposizione che il riscaldamento globale sta contribuendo ad accentuare.

Il tavolo regionale, che si inserisce nel lavoro dell'Osservatorio sui cambiamenti climatici, rappresenta un tentativo di costruire un quadro condiviso per definire strategie di monitoraggio, prevenzione e sicurezza, cercando di comprendere come sta cambiando una montagna che è simbolo del Piemonte e sentinella delle trasformazioni in atto sulle Alpi.

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