Milan e Inter, firmato il rogito: San Siro è ufficilamente dei due club
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Redazione Sport
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La “Scala del calcio”, uno degli impianti sportivi più famosi al mondo, passa ufficialmente di mano. È infatti arrivata, dopo un’attesa febbrile, la firma del rogito che sancisce il trasferimento della proprietà dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti dalle casse comunali a quelle di Milan e Inter. I rappresentanti dei due club e del Comune di Milano si sono ritrovati all’alba nello studio del notaio Filippo Zabban, in centro città, per un passaggio formale, ma dal profondo significato simbolico e strategico, che consegna ai nerazzurri e ai rossoneri il controllo totale di un bene fino a oggi pubblico. Una firma, questa, giunta con un tempismo quasi perfetto, a soli dieci giorni dall’ultima data utile, poiché l’operazione doveva essere perfezionata entro il 10 novembre, giorno in cui sarebbe scattato il vincolo dei settant’anni per il secondo anello dello stadio, una circostanza che avrebbe potuto complicare notevolmente le procedure.
Le ombre dell’inchiesta e le contestazioni
Sull’intera vicenda, tuttavia, non mancano di aleggiare alcune ombre, legate a un’inchiesta della procura di Milano che, dall’estate scorsa, sta esaminando diversi aspetti dell’operazione. Gli accertamenti, che inizialmente si concentravano su ipotesi di speculazione urbanistica, si sono in seguito estesi anche alla turbativa d’asta e alle modalità del bando indetto dal Comune per la vendita. A sollevare pubblicamente delle perplessità era stato, tra gli altri, Claudio Trotta, il quale, in una lettera aperta al sindaco, aveva rivelato di aver tentato, insieme ad altri operatori del settore dello spettacolo dal vivo, di presentare un’offerta per lo stadio. Secondo le sue dichiarazioni, però, la partecipazione alla gara sarebbe stata di fatto preclusa dalle tempistiche eccessivamente strette stabilite dall’amministrazione, un elemento che ha attirato l’attenzione degli investigatori.
Il percorso verso il nuovo stadio
Con l’acquisizione della cosiddetta Funzione Urbana San Siro, che comprende l’impianto sportivo più capiente d’Italia e lo spazio adiacente, Milan e Inter hanno ora il via libera definitivo per pianificare il futuro dell’area. Il possesso del sito è, infatti, il presupposto fondamentale per avviare il cantiere del nuovo stadio, progetto da tempo al centro della strategia di crescita di entrambe le società. L’intenzione delle proprietà è quella di dotarsi di un impianto moderno e all’avanguardia, che possa garantire nuovi e più consistenti flussi di ricavo, necessari per competere ai massimi livelli del calcio europeo. La cessione, come riportato, è stata sostenuta da un consorzio di primarie banche internazionali, che hanno fornito il supporto finanziario necessario alla transazione.
Il valore di un’operazione storica
Quella che si è consumata nelle prime ore del mattino non è dunque una semplice firma su un documento, ma la chiusura di un negoziato complesso che segna un cambio d’epoca per la città di Milano e per il suo patrimonio sportivo. La gestione diretta dell’impianto, che per decenni è stato un simbolo identitario per i tifosi e un luogo iconico per la metropoli, passa ora in toto ai due club, i quali si assumono l’onere e la responsabilità di decidere le sorti di un pezzo di storia. L’operazione, nonostante le contestazioni e gli accertamenti in corso, rappresenta un punto di non ritorno, delimitando un confine netto tra un passato di proprietà pubblica e un futuro di sviluppo privato.




