Alcaraz doma Djokovic e vola in finale contro Sinner, che è un duello senza tregua

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Carlos Alcaraz, il cui talento sembra ormai sconfinato, ha piegato la resistenza di Novak Djokovic in una semifinale degli Us Open che, sebbane risolta in tre set, ha confermato l'avvento di una nuova, schiacciante gerarchia. Il serbo, che ha combattuto con la proverbiale tenacia che lo contraddistingue, non ha trovato soluzioni allo strapotere fisico e tecnico dello spagnolo, il quale si è imposto con un punteggio netto: 6-4, 7-6, 6-2. Una performance, quella del ventiduenne iberico, di una precisione implacabile, che gli ha spianato la strada per la finale dove, come ormai da copione, lo aspetta Jannik Sinner.

L’italiano, numero uno del ranking mondiale, ha a sua volta superato dopo un’estenuante battaglia di tre ore e ventuno minuti il canadese Félix Auger-Aliassime, confermando una forma smagliante e quella mentalità da grande occasioni che lo ha portato a dominare la stagione. La finale di domenica, dunque, non sarà soltanto per il titolo dello Slam newyorkese, ma rappresenterà l’ultimo, prevedibile capitolo di una rivalità che sta ridisegnando il presente e il futuro del tennis mondiale.

Djokovic, dal canto suo, ha subito liquidato ogni ipotesi di ritiro, dichiarando con la determinazione che tutti gli riconoscono di voler “giocare una stagione completa di Slam anche nel 2026”, definendo i quattro Major “i pilastri del nostro sport, tornei diversi da tutti gli altri”. Le sue parole, pronunciate a caldo dopo la sconfitta, suonano come un impegno formale a continuare la sfida nonostante l’età, sebbene egli stesso ammetta di procedere “uno step alla volta”, rimandando ogni valutazione sul futuro prossimo, come il torneo australiano.

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