Trump sull'Ucraina: "Solo io posso fermare la guerra, ma minaccio nuove sanzioni alla Russia"
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Redazione Esteri
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In un confronto aspro con i giornalisti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha delineato la sua posizione sul conflitto in Ucraina, mescolando proposte di pace, attacchi personali e una minaccia di inasprimento delle sanzioni economiche contro Mosca qualora non si giunga a un cessate il fuoco. Durante l’incontro con il suo governo, ha ribadito con forza la sua convinzione di essere l’unica figura in grado di mediare tra le parti, sebbene le sue dichiarazioni abbiano finito per aggiungere ulteriori strati di complessità a una situazione già drammatica.
Trump ha duramente criticato le recenti affermazioni del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, il quale aveva sostenuto la «mancanza di legittimità» del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per firmare un eventuale accordo di pace. Il leader americano ha liquidato le parole di Lavrov con un termine volgare, definendole «sciocchezze» e accusando tutti i protagonisti di «fare solo scena». Tuttavia, pur sminuendo la posizione russa, ha contemporaneamente sottolineato il suo buon rapporto con Vladimir Putin, con il quale conferma di «andare d’accordo», e ha avanzato l’idea di «affari miliardari» come possibile leva per giungere a una soluzione.
Il presidente ha espresso una valutazione critica anche verso Zelensky, affermando che il capo di Stato ucraino non è «totalmente innocente» riguardo alle origini e allo sviluppo del conflitto. La sua visione, pertanto, sembra poggiare su un realismo spregiudicato che non risparmia nessuno, nemmeno un alleato. Ha poi chiarito che il supporto all’Ucraina passerà principalmente attraverso la Nato, che acquisterà «milioni, miliardi di dollari in armi» dagli Stati Uniti, delineando un approccio che unisce la retorica della pace a un sostanziale incremento dell’apparato bellico.




