Mastandrea, il primo Nastro d'Argento da protagonista e un appello per il futuro del cinema
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La carriera di Valerio Mastandrea, costellata di ruoli intensi e di una versatilità che pochi attori sanno esprimere con altrettanta naturalezza, ha raggiunto un nuovo, significativo traguardo con la vittoria del primo Nastro d'Argento da protagonista.
Un riconoscimento che, nell'edizione numero ottanta dei premi assegnati dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici, assume un sapore particolare e che l'attore romano ha subito voluto trasformare in un messaggio rivolto alle nuove generazioni, quasi un testamento spirituale di chi ha costruito la propria carriera sui palcoscenici e sui set del cinema italiano.
Il trionfo de "La Grazia" e il pari merito con Servillo
La serata dei Nastri d'Argento, celebrata al Teatro Argentina di Roma, ha visto il dominio assoluto di "La Grazia" di Paolo Sorrentino: un film che ha conquistato ben otto riconoscimenti su nove candidature, aggiudicandosi i premi per il miglior film, la migliore regia e la migliore sceneggiatura.
Proprio in questo contesto di trionfo collettivo, il premio per il miglior attore protagonista è stato assegnato ex aequo a Toni Servillo, interprete del Presidente della Repubblica nel film di Sorrentino, e a Valerio Mastandrea per la sua performance in "Cinque secondi" di Paolo Virzì.
Un pareggio che Mastandrea ha accolto come un onore, considerando la stima che nutre per Servillo, con il quale condivide una lunga storia di collaborazioni artistiche e di amicizia: un rapporto che affonda le radici in esperienze cinematografiche ormai lontane, come il film "Zora la vampira", e che si è consolidato nel tempo attraverso progetti comuni di grande spessore.
La vittoria di Mastandrea arriva dopo una serie di ruoli di assoluto rilievo che hanno segnato la sua filmografia recente, a partire dall'acclamata interpretazione in "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi, fino al suo debutto alla regia con "Ride", che ha evidenziato la sua crescita artistica anche dietro la macchina da presa.
Un appello che va oltre il premio
Ma la soddisfazione per il premio personale non ha distolto Mastandrea da quella che, a suo avviso, è la vera emergenza del cinema italiano: il distacco delle nuove generazioni dalle sale cinematografiche.
Nell'accettare il Nastro d'Argento, l'attore ha infatti lanciato un appello accorato affinché i giovani tornino ad affollare i cinema, riscoprendo il valore di un'esperienza che nessuno schermo domestico può sostituire: un richiamo che suona quasi come un monito a un'industria cinematografica sempre più in bilico tra la produzione per le piattaforme e la sopravvivenza della proiezione tradizionale, che rischia di perdere il suo pubblico più importante.
Le parole dell'attore, che ha scelto di non limitarsi a un ringraziamento di circostanza, hanno trasformato il momento della premiazione in un'occasione per riflettere sul futuro del settore. Mastandrea, che ha iniziato la sua carriera nei primi anni Novanta come semi-regular del "Maurizio Costanzo Show" e ha attraversato decenni di trasformazioni del cinema italiano, sa bene quanto sia fondamentale creare un rapporto diretto con il pubblico per alimentare la passione per la settima arte.
In un'epoca in cui i contenuti sono spesso fruiti in solitudine e frammentati, il cinema rimane per lui uno degli ultimi baluardi di un'esperienza collettiva e condivisa, capace di generare emozioni e dibattiti che vanno oltre la visione stessa del film. Per questo motivo, la sua vittoria ai Nastri d'Argento è stata anche l'occasione per ribadire la necessità di investire nella formazione del pubblico e di sostenere progetti che possano avvicinare i ragazzi al grande schermo, come le iniziative di Cinecittà e Rai Cinema dedicate ai giovani autori.
Un'edizione dedicata alle donne del cinema
L'ottantesima edizione dei Nastri d'Argento è stata anche l'occasione per celebrare il contributo femminile all'industria audiovisiva, con la presidente Laura Delli Colli che ha spiegato come la serata sia stata dedicata alle donne del cinema, in un omaggio che ha idealmente attraversato generazioni di protagoniste di eccellenza, spesso rimaste nell'ombra e lontane dai riflettori.
Un Premio speciale è stato conferito a Monica Guerritore per il film "Anna", dedicato alla figura di Anna Magnani, la prima donna a ricevere un Nastro d'Argento nel lontano 1946, proprio nei giorni del primo voto alle donne italiane.




