Alzheimer, nuovo test ematico dai 40 anni: ecco per chi è
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Redazione Salute
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Un nuovo test ematico per l'Alzheimer può contribuire a identificare la presenza di patologia amiloide cerebrale associata alla malattia nelle persone dai 40 anni che presentano segni o sintomi di compromissione cognitiva. La Food and Drug Administration statunitense ha concesso la clearance a PrecivityAD2, esame sviluppato dalla Facoltà di Medicina dell'Università di Washington e basato su un semplice prelievo di sangue. Il riferimento ai 40 anni, però, non significa che tutte le persone che raggiungono questa età debbano sottoporsi al test: l'esame non è destinato allo screening di soggetti sani e, da solo, non permette di formulare una diagnosi di Alzheimer. La sua funzione è contribuire alla ricerca dei processi biologici collegati alla presenza di amiloide nel cervello in persone che manifestano già segnali di possibile compromissione cognitiva.
Come funziona il test ematico PrecivityAD2 per l'Alzheimer
PrecivityAD2 porta nel sangue la ricerca di marcatori legati alla malattia di Alzheimer, inserendosi nel cambiamento reso possibile dai nuovi biomarcatori e, in particolare, dai marcatori p-Tau nella medicina di laboratorio. Per molto tempo lo studio dei processi biologici alla base della malattia ha richiesto strumenti importanti ma più complessi, come la PET, utilizzata per visualizzare la deposizione di beta-amiloide, oppure l'analisi del liquido cerebrospinale ottenuto attraverso una puntura lombare. Con il nuovo approccio, una parte di questa valutazione può essere effettuata partendo da una provetta di sangue, rendendo disponibile un esame non invasivo rispetto alla puntura lombare e alternativo alle scansioni cerebrali impiegate per osservare la patologia amiloide.
Secondo le informazioni riportate, l'esame garantisce un'accuratezza superiore al 90% e viene presentato come una soluzione più economica rispetto a punture lombari o scansioni cerebrali. Il punto centrale, tuttavia, resta ciò che il test è effettivamente autorizzato a fare: può contribuire a identificare la presenza di patologia amiloide cerebrale associata all'Alzheimer, ma il risultato non equivale automaticamente a una diagnosi della malattia. La clearance statunitense riguarda persone a partire dai 40 anni che presentano segni o sintomi di compromissione cognitiva, una precisazione necessaria perché il dato anagrafico, isolato dal contesto, potrebbe far pensare a un controllo preventivo destinato alla popolazione generale.
Per chi è indicato il test del sangue dai 40 anni
Il test del sangue dai 40 anni non è quindi un esame pensato per conoscere genericamente il proprio stato neurologico in assenza di sintomi. La soglia indicata dalla Food and Drug Administration definisce l'età minima delle persone con segni o sintomi di compromissione cognitiva nelle quali PrecivityAD2 può contribuire a individuare la patologia amiloide cerebrale associata alla malattia di Alzheimer. Non si tratta di uno screening rivolto alle persone sane e non consente di stabilire, sulla base del solo prelievo, se una persona abbia l'Alzheimer. La distinzione è rilevante perché separa l'identificazione di un processo biologico collegato alla malattia dalla diagnosi vera e propria, che il test ematico non può fornire autonomamente.
La novità riguarda soprattutto il passaggio da procedure come PET e analisi del liquido cerebrospinale a un esame ottenuto attraverso un prelievo di sangue. I nuovi biomarcatori stanno modificando il modo in cui il laboratorio può contribuire allo studio della malattia di Alzheimer, rendendo accessibili attraverso il sangue informazioni che in precedenza richiedevano esami più complessi. PrecivityAD2 si colloca in questo percorso e il via libera ottenuto negli Stati Uniti ne definisce l'impiego in un gruppo preciso di pazienti: persone di almeno 40 anni con manifestazioni di compromissione cognitiva. Il test può aiutare a rilevare la patologia amiloide cerebrale, mentre resta esclusa l'idea che basti un prelievo per diagnosticare da solo l'Alzheimer o per effettuare uno screening indiscriminato della popolazione sana.
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