Giallo sulle misure di sicurezza del commissario Sefcovic in Usa: Washington come Pechino?
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Redazione Esteri
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Nonostante i toni ufficiali rassicuranti, il clima tra Unione Europea e Stati Uniti sembra ormai segnato da una diffidenza che va oltre le mere divergenze commerciali. A sollevare dubbi è stata la notizia, riportata dal Financial Times, secondo cui il commissario Ue per il Commercio, Maroš Šefčovič, e altri funzionari europei avrebbero adottato misure di sicurezza informatica insolite durante i colloqui a Washington, equipaggiandosi con dispositivi elettronici "usa e getta" per evitare possibili fughe di dati. Una precauzione che, se confermata, ricalcherebbe protocolli solitamente riservati a missioni in paesi considerati ad alto rischio, come Cina o Russia.
La delegazione Ue, impegnata in delicate trattative per scongiurare l’escalation dei dazi trumpiani, avrebbe ricevuto in dotazione telefoni e tablet di vecchia generazione, privi di funzionalità avanzate, per ridurre al minimo il pericolo di intercettazioni. Una mossa che, se da un lato potrebbe apparire eccessiva, dall’altro riflette le tensioni mai sopite tra Bruxelles e l’amministrazione statunitense, nonostante la recente proroga di 90 giorni concessa da Donald Trump sulle tariffe doganali.
Tuttavia, la Commissione Europea ha smentito con fermezza l’ipotesi dei dispositivi monouso, definendola "infondata". "Non è previsto alcun protocollo del genere per le missioni ufficiali negli Usa", ha precisato un portavoce, sottolineando che né nelle linee guida né nei documenti interni figura una misura del genere. Resta il fatto che la stessa indiscrezione, circolata con insistenza, ha contribuito a dipingere un quadro in cui la sfiducia reciproca sembra ormai strutturale.




