"Motta mi diceva di restare, ma sapeva tutto": Soulé si apre sulla Juve prima di Roma-Juve
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Redazione Sport
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Matias Soulé non nasconde che domenica, quando la Roma affronterà la Juventus, per lui sarà una partita diversa dalle altre. Cinque anni in bianconero, tra Next Gen e prima squadra, hanno lasciato un segno, ma l’argentino, ceduto alla Roma per 25,6 milioni nell’estate scorsa, non parla di vendetta. "Sono grato per quello che ho vissuto, ma ora penso solo a portare la Roma in Champions", ha detto al La Stampa, rivelando però alcuni retroscena sulla sua partenza.
Già durante il ritiro estivo, Soulé aveva capito che la Juve lo avrebbe lasciato andare. "Thiago Motta scherzava, mi diceva di restare, ma sapevo che non sarebbe stato così", ha raccontato, assolvendo indirettamente l’allenatore dalle critiche per una cessione che, a posteriori, ha sollevato dubbi. Motta, del resto, è finito nel mirino per una stagione deludente, tra risultati mancati e un gioco spesso sterile, ma sulle scelte di mercato – incluso l’addio di Soulé – le responsabilità non furono solo sue.
L’argentino, cresciuto in Serie C con la Next Gen, riconosce che quell’esperienza lo ha fortificato: "Ho migliorato fisicità e tecnica". Oggi, all’Olimpico, vuole dimostrare il suo valore, senza rancore. "Allegri e Ranieri hanno approcci simili", ha aggiunto, sottolineando come entrambi puntino su pragmatismo e gruppo.




