L'omicidio di Terralba: l'autopsia conferma un pestaggio brutale
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Redazione Interno
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L'autopsia sul corpo di Claudio Manca, il quarantanovenne di Terralba trovato senza vita otto giorni fa lungo la circonvallazione che conduce verso Arcidano, ha delineato un quadro di violenza inaudita, che esclude in modo categorico la dinamica di un banale incidente. L'esame, che si è protratto per diverse ore nell'Istituto di Medicina Legale di Cagliari sotto la direzione del medico Roberto Demontis, ha infatti riscontrato un trauma significativo al collo, accompagnato da lesioni a un'orbita oculare e a una gamba, un complesso di elementi – questi – che i periti ritengono compatibili con un'aggressione di straordinaria ferocia. La natura delle lesioni, come è stato sottolineato, non può essere in alcun modo attribuita a una caduta dal velocipede, rinvenuto danneggiato accanto al suo corpo in un canale laterale, bensì a quello che i tecnici non esitano a definire un pestaggio brutale.
La causa della morte e gli accertamenti in corso
La causa del decesso, stando a quanto emerso dalle prime e approfondite valutazioni, è stata un arresto cardiocircolatorio, direttamente conseguente alla furia dell'aggressione subita. Il medico legale, per avere un quadro ancor più definito e inoppugnabile sotto il profilo scientifico, ha comunque disposto una serie di analisi supplementari su organi e tessuti, indispensabili per confermare in sede giudiziale l'esatta sequenza degli eventi che hanno condotto alla morte. Si tratta di accertamenti, questi ultimi, che si affiancheranno a un nuovo sopralluogo disposto dagli investigatori, i quali stanno già lavorando per ricostruire ogni minimo passaggio dell'ultima sera in cui l'uomo fu visto in vita.
Un arresto e le indagini in evoluzione
Le indagini, complesse e meticolose, hanno già portato all'individuazione di un uomo, ora sottoposto a misura cautelare in carcere a Oristano. Si tratta di Battista Manis, un imprenditore cinquantaduenne al quale è stata formalmente contestata l'accusa di omicidio volontario per la morte di Manca. La custodia cautelare rappresenta una tappa cruciale nell'iter processuale, che procede mentre gli inquirenti continuano a esaminare ogni residuo elemento probatorio. Molti di loro, del resto, sono ancora al lavoro per comporre un mosaico i cui tasselli, seppur chiari nella loro tragicità, richiedono una precisione assoluta.
Il caso rimane aperto
Il caso, che ha scosso profondamente il centro della provincia oristanese, rimane dunque aperto su più fronti, sia quello strettamente investigativo che quello medico-legale. L'attesa è ora rivolta agli esiti dei nuovi accertamenti disposti, i quali potranno fornire quel dettaglio ulteriore, forse decisivo, per comprendere la dinamica esatta e la forza dell'impatto che ha stroncato la vita del quarantanovenne. La scena del ritrovamento, con la bicicletta danneggiata abbandonata sul posto, continua a essere oggetto di studio, mentre i magistrati coordinano le attività per confermare o meno le ipotesi che hanno finora condotto le indagini.




