La sanità siciliana nel caos, tra ritardi e ingerenze politiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il governo regionale guidato da Renato Schifani tenta di districarsi tra promesse non mantenute e una gestione definita "a vista" dalla Cgil Sicilia, il sistema sanitario dell’isola mostra crepe sempre più profonde. A pesare, oltre ai ritardi strutturali, è l’invadenza della politica nelle nomine delle Asp, i cui confini coincidono con i collegi elettorali, un meccanismo che secondo il sindacato andrebbe superato affidando le scelte a un’agenzia tecnica. Intanto, anche i fondi del Pnrr destinati alla sanità rischiano di arenarsi, con progetti che procedono a rilento e la possibilità concreta di perdere risorse europee.

La situazione, già critica, si inserisce in un quadro nazionale dove il Pnrr sembra muoversi come Achille dietro la tartaruga: per quanto acceleri, le scadenze stringenti – giugno 2026 è ormai dietro l’angolo – rendono ogni progresso insufficiente. Il ministro Tommaso Foti ha escluso tagli ai capitoli dedicati a sanità, asili e trasporti, ma la corsa contro il tempo per rendicontare gli interventi e rimodulare i fondi inutilizzabili resta un rompicapo. Le ultime relazioni della Corte dei Conti e del Ministero per gli Affari Europei confermano un avanzamento a singhiozzo, con alcune voci che procedono spedite e altre ancora ferme ai blocchi di partenza.

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