Marzo 2026, il mese più denso per le scadenze fiscali: dalla rottamazione alla Certificazione Unica

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il calendario fiscale di marzo 2026 si presenta particolarmente intenso, con una serie di adempimenti che interessano partite Iva, sostituti d'imposta e contribuenti privati. La prima data da cerchiare in rosso è lunedì 2 marzo, giornata che assorbe gli slittamenti degli obblighi previsti per sabato 28 febbraio -1. Entro questo termine, infatti, scade il tempo utile per la trasmissione telematica della comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva, la cosiddetta LIPE, riferita al quarto trimestre del 2025. Si tratta di un appuntamento che coinvolge i soggetti passivi Iva con liquidazione trimestrale, i quali devono inviare all'Agenzia delle Entrate i riepiloghi delle operazioni effettuate tra ottobre e dicembre dell'anno precedente -6.

La stessa data del 2 marzo impone anche altri versamenti. C'è quello dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nell'ultimo trimestre del 2025, un adempimento che richiede l'utilizzo del modello F24 in via esclusivamente telematica, e la registrazione della denuncia annuale cumulativa per i contratti di affitto dei fondi rustici stipulati nel 2025, con contestuale pagamento dell'imposta di registro -1-3. A questi si aggiunge la denuncia all'Inail delle retribuzioni dei dipendenti relative all'anno passato, da inviare telematicamente tramite il modello 1031 -1.

Il vero e proprio snodo centrale del mese è però lunedì 16 marzo. In questa giornata si concentrano alcuni degli obblighi più rilevanti per professionisti e aziende. I sostituti d'imposta sono chiamati alla consegna ai percipienti della Certificazione Unica 2026, il documento che riepiloga i redditi di lavoro dipendente, assimilati e autonomo corrisposti nell'anno precedente -1. Parallelamente, entro il 16 marzo deve avvenire anche l'invio telematico delle stesse Certificazioni Uniche all'Agenzia delle Entrate, un passaggio fondamentale per alimentare la dichiarazione dei redditi precompilata -1. Tra gli adempimenti previsti per il 16 marzo rientra poi il versamento del saldo Iva 2025, relativo all'imposta a debito risultante dalla dichiarazione annuale. Per questo pagamento, i contribuenti possono optare per la rateizzazione mensile, maggiorando le rate successive alla prima dello 0,33 per cento, oppure per il differimento al termine di versamento delle imposte sui redditi, applicando in quel caso una maggiorazione dello 0,40 per cento per ogni mese o frazione successiva al 16 marzo -4. Nella stessa data cadono anche il versamento dell'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr maturata nel 2025 e la tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali obbligatori per le società di capitali -6.

Proseguendo nello scorrere del calendario, il 25 marzo rappresenta il termine per la presentazione degli elenchi Intrastat. I contribuenti che effettuano operazioni intracomunitarie devono trasmettere la comunicazione relativa alle cessioni e agli acquisti di beni e servizi effettuati nel mese di febbraio per chi ha periodicità mensile, oppure riferita all'intero primo trimestre del 2026 per coloro che optano per la periodicità trimestrale -6.

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