Piacenza, il primario di radiologia licenziato per abusi: chiamava le colleghe con l'altoparlante
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Redazione Interno
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La porta dell’ufficio di Emanuele Michieletti, primario di radiologia all’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, è sigillata dai nastri della polizia. Quella stanza, al seminterrato, è diventata il simbolo di un sistema di violenze che, secondo gli inquirenti, si consumava da anni tra quelle mura. Le telecamere piazzate dagli agenti della squadra mobile hanno documentato almeno una decina di episodi in cui il medico, sessant’anni, avrebbe aggredito dottoresse e infermiere. Due le denunce presentate, sebbene una sia stata ritirata nel giro di un’ora. Ma gli investigatori non escludono che le vittime possano essere molte di più, considerando i quasi vent’anni di servizio del primario.
Michieletti, stando alle ricostruzioni, utilizzava l’altoparlante del reparto per chiamare le colleghe nel suo ufficio, un luogo che, almeno all’apparenza, doveva essere dedicato esclusivamente al lavoro. Invece, dietro quella porta blu, si sarebbero consumati abusi e molestie, con il medico che – secondo quanto emerge dalle indagini – condizionava carriere e turni in cambio di “favori”. Le riprese della telecamera nascosta nell’intercapedine del condizionatore hanno fornito prove decisive, mostrando comportamenti che nulla avevano a che fare con la professione medica.
La direttrice generale dell’Ausl, Paola Bardasi, ha espresso gratitudine verso la dottoressa che per prima ha sporto denuncia, un gesto che ha permesso l’avvio delle indagini. «Come donna, apprendere questa vicenda è stato particolarmente doloroso», ha dichiarato, sottolineando l’importanza di un clima lavorativo rispettoso. Intanto, Michieletti è stato licenziato e posto ai domiciliari, accusato di violenza sessuale aggravata e atti persecutori.




