Piacenza, primario radiologo arrestato per abusi: licenziato per giusta causa dopo 30 episodi in 45 giorni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Emanuele Michieletti, primario del reparto di Radiologia dell’ospedale "Guglielmo da Saliceto" di Piacenza, è stato licenziato per giusta causa dall’Ausl dopo l’arresto per violenza sessuale aggravata e atti persecutori. L’uomo, che ha scelto di non rilasciare dichiarazioni davanti al gip, è accusato di aver abusato di infermiere e dottoresse in un sistema di coercizione che, secondo gli investigatori, si è protratto per almeno 45 giorni con oltre 30 episodi documentati.

Il licenziamento, disposto ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile, segue la delibera aziendale che ha definito "inconciliabile con il rapporto di lavoro" il comportamento del medico, attualmente agli arresti domiciliari. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile, hanno preso il via dopo la denuncia di una dottoressa che, sostenuta da altre colleghe, ha descritto un clima di paura alimentato da minacce di ritorsioni e promozioni pilotate.

Dalle testimonianze emerge un meccanismo di controllo costruito per garantire l’impunità: le vittime, ridotte in uno stato di prostrazione, subivano pressioni continue, mentre chi taceva diventava, volente o nolente, complice. «Tutti complici, ora saltano i matrimoni», avrebbe dichiarato una delle donne ascoltate dagli inquirenti, alludendo alle conseguenze personali e professionali degli abusi.

L’inchiesta ha rivelato una condotta sistematica, con violenze consumate all’interno dell’ospedale e una gerarchia distorta che isolava le vittime. Michieletti, secondo gli atti, agiva indisturbato, contando sul silenzio di chi temeva ripercussioni. L’Ausl, una volta acquisiti gli elementi investigativi, ha agito con rapidità, rescindendo il contratto senza preavviso.

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