Farmaci, caldo e blackout: i consigli del farmacista per non interrompere le cure
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Redazione Salute
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Le ondate di calore non mettono a rischio solo le persone più fragili. Le temperature elevate possono influire anche sulla corretta conservazione di alcuni farmaci e, se si aggiunge un'interruzione della corrente elettrica, rendere più difficile mantenere la cosiddetta "catena del freddo" per i medicinali che la richiedono. Una situazione che può interessare molte persone con malattie croniche e, in alcuni casi, anche chi è in cura per un tumore; alcune terapie oncologiche e farmaci di supporto utilizzati a domicilio richiedono infatti specifiche condizioni di conservazione.
Farmaci più a rischio e la gestione del blackout
I medicinali più delicati sono quelli che richiedono una conservazione tra 2 e 8 °C. Rientrano in questa categoria alcune insuline, i farmaci biologici, alcuni colliri, gli antibiotici ricostituiti, gli ormoni, i vaccini e specifiche terapie iniettabili. La prima regola, in caso di blackout, è non aprire continuamente il frigorifero. Se l'interruzione si prolunga, i farmaci refrigerati possono essere trasferiti in una borsa termica con accumulatori di freddo, evitando il contatto diretto con il ghiaccio.
Un errore frequente è conservare i medicinali a contatto con il ghiaccio o nel congelatore, pratica che può comprometterne l'efficacia.
I consigli del farmacista Ernesto De Amici
A fronte di tale scenario, abbiamo chiesto alcuni consigli al dottor Ernesto De Amici, noto farmacista bergamasco. Interpellato sull'utilità degli integratori nei periodi di grande caldo, il dottor De Amici ha spiegato che possono aiutare a sopperire a delle carenze ma non sostituiscono le basi del benessere provenienti da una sana e corretta alimentazione.
Se una persona si nutre correttamente non avrà la necessità di ricorrere agli integratori; in caso contrario, per esempio, se qualcuno non consuma determinati frutti come l'anguria o il melone perché non gli piacciono o a causa del diabete, si può integrare con sali minerali senza zuccheri, che risultano neutri nei confronti della terapia antidiabetica.
L'effetto del caldo sull'organismo e le terapie
Il caldo non influisce solo sulla conservazione dei medicinali. Le alte temperature possono modificare anche il modo in cui l'organismo risponde ad alcune terapie, aumentando il rischio di disidratazione, squilibri elettrolitici o difficoltà nella regolazione della temperatura corporea. Tra i farmaci che richiedono particolare attenzione figurano i diuretici, alcuni antipertensivi, i medicinali con effetto anticolinergico e diversi psicofarmaci.
L'Agenzia italiana del farmaco raccomanda di verificare attentamente sul foglietto illustrativo la temperatura di conservazione: se non sono specificate particolari condizioni, i farmaci vanno conservati in ambienti freschi e asciutti a una temperatura inferiore a 25 °C.
Cosa fare in caso di dubbi
In caso di dubbi sulla corretta conservazione, è consigliabile contattare il farmacista, il medico o il centro prescrittore prima di assumere o eliminare il farmaco. È fondamentale non sospendere autonomamente la terapia per il timore che il medicinale si sia alterato. Una recente revisione sistematica ha evidenziato che le prove scientifiche più solide riguardano solo alcune classi di medicinali, mentre per molte altre le evidenze disponibili sono ancora limitate; per questo motivo non è corretto sospendere o modificare autonomamente una terapia durante un'ondata di calore.
Se una terapia è stata esposta al caldo, la decisione deve essere presa con il medico o il farmacista, perché dipende dal tipo di farmaco, dalla durata dell'esposizione e dall'importanza della terapia.




