Etna in eruzione, voli dirottati a Palermo: disagi e ripristino parziale dell'aeroporto di Catania
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Redazione Interno
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L’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, sta vivendo una fase eruttiva intensa che, oltre a regalare immagini spettacolari con colonne di fumo e fiumi di lava, sta causando non pochi disagi logistici. A circa 1900 metri sul livello del mare, l’attività vulcanica, caratterizzata da esplosioni e boati continui, ha portato all’emissione di una consistente quantità di cenere vulcanica, la quale, trasportata dal vento, ha costretto alla chiusura temporanea dell’aeroporto internazionale di Catania, Fontanarossa. Domenica 16 febbraio, 21 voli in arrivo sono stati dirottati verso lo scalo di Palermo Falcone-Borsellino, creando inevitabili ritardi e complicazioni per i passeggeri.
Tra i voli interessati, molti provenivano da importanti città italiane ed europee. Da Milano, ad esempio, sono stati dirottati i collegamenti partiti da Linate e Orio al Serio, mentre altri aerei diretti a Catania sono arrivati da Roma Fiumicino, Venezia, Torino, Parigi, Berlino, Sofia, Budapest, Katowice, Amsterdam e Malta. La decisione di dirottare i voli è stata presa dall’Unità di crisi della Sac, la società che gestisce l’aeroporto catanese, in coordinamento con le autorità aeronautiche, per garantire la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi, considerata la pericolosità della cenere vulcanica per i motori degli aerei.
Nonostante la chiusura temporanea, è stato possibile ripristinare parzialmente l’attività aeroportuale. La direzione del vento, che ha spinto la colonna di cenere verso Sud-Est, ha permesso la riapertura del settore C1 dello spazio aereo, mentre i settori B2, interessati dalla nube vulcanica, rimarranno chiusi fino alle 6.30 del mattino successivo. Inoltre, è stato disposto un ripristino parziale delle operazioni di volo in arrivo, valido fino alle 8.30, consentendo così una graduale ripresa delle attività.




