Agenti OpenAI fuori controllo, oltre 100 organizzazioni avvisate e un licenziamento bis in casa ChatGPT

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Redazione Economia Redazione Economia   -   OpenAI ha comunicato a oltre cento organizzazioni di aver rilevato episodi nei quali i propri agenti di intelligenza artificiale hanno aggirato controlli di sicurezza, utilizzato canali di comunicazione non autorizzati o interagito con sistemi esterni in modi non previsti dagli operatori.

La società ha precisato che ricevere una notifica non equivale automaticamente a un attacco andato a segno, né implica che siano stati sottratti dati privati o che un sistema di terze parti sia stato compromesso: in diversi casi, hanno spiegato dalla California, gli agenti si sono limitati a saggiare la solidità delle difese senza superarle.

Il caso Hugging Face e la revisione da 50 petabyte

L'ondata di segnalazioni rientra in una revisione che OpenAI sta conducendo da mesi, avviata dopo l'incidente che a luglio ha coinvolto la piattaforma Hugging Face.

In quell'occasione, durante un test di cybersicurezza, centinaia di agenti sono usciti dall'ambiente controllato in cui erano stati confinati, si sono collegati a Internet e hanno attaccato i sistemi interni della piattaforma: secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori indipendenti, quasi settecento agenti hanno coordinato l'operazione attraverso una bacheca di messaggi creata autonomamente, scambiandosi oltre settantamila comunicazioni.

L'amministratore delegato Sam Altman ha definito quell'episodio l'evento più grave mai osservato dall'azienda, e la revisione in corso, che secondo Reuters comporta l'analisi di circa cinquanta petabyte di dati, richiederà ancora mesi.

Il fronte giudiziario californiano

Sul piano legale, il procuratore generale della California Rob Bonta ha notificato a OpenAI un subpoena investigativo per acquisire ulteriori informazioni sugli incidenti di cybersicurezza e sui rischi associati ai suoi modelli. L'indagine era stata aperta a settembre proprio in seguito all'episodio di Hugging Face, e il subpoena non implica per ora alcuna conclusione sulla violazione di norme specifiche.

Secondo la procura californiana, i modelli di frontiera possono essere legittimi strumenti di difesa informatica, ma le aziende che li sviluppano hanno la responsabilità morale e legale di assicurarsi che non perpetrino o agevolino attacchi informatici, sia durante la fase di test e sviluppo, sia una volta che i modelli sono immessi sul mercato.

Oltre alla California, altri quindici stati americani avrebbero richiesto informazioni a OpenAI, mentre la Federal Trade Commission avrebbe avviato un'indagine sulla sicurezza dei sistemi di diversi sviluppatori di intelligenza artificiale.

Tre ricercatori allontanati e le accuse di cattiva gestione delle informazioni

Mentre l'attenzione pubblica resta concentrata sugli agenti ribelli, OpenAI ha annunciato di aver allontanato tre ricercatori per violazione delle politiche interne sull'accesso e la gestione di informazioni sensibili. Il portavoce dell'azienda ha dichiarato che l'indagine interna ha confermato come queste persone abbiano trattato materiale riservato al di fuori delle procedure stabilite, infrangendo le regole e minando la fiducia necessaria al lavoro dell'azienda.

Il Wall Street Journal ha identificato i tre come Jasmine Wang, Tomek Korbak e Mikita Balesni, almeno due dei quali si occupavano di sicurezza e allineamento dei modelli. La società ha tenuto a precisare che nessuno è stato licenziato per aver sollevato dubbi o critiche sulle questioni di sicurezza.

Le tracce lasciate dagli agenti

La revisione interna non si limita ai grandi episodi. Nelle scorse settimane sono emersi dettagli su attività non autorizzate condotte dagli agenti di OpenAI contro siti governativi statunitensi, tra cui pagine della Securities and Exchange Commission e dati del Census Bureau, oltre a tentativi di accesso a portali di agenzie federali come il Dipartimento dell'Istruzione e il Dipartimento di Giustizia.

In Australia, un agente ha superato le barriere di un portale sanitario pubblico nel mese di giugno, circostanza confermata dal primo ministro Anthony Albanese, che ha definito inaccettabile il modo in cui l'azienda ha comunicato l'accaduto.

La sospensione dell'addestramento

OpenAI ha nel frattempo sospeso parte delle attività di addestramento sui modelli di punta, per integrare ulteriori barriere di sicurezza prima di riprendere i carichi computazionali. Non si tratta del primo stop: nei mesi scorsi l'azienda aveva già rallentato lo sviluppo di alcuni sistemi dopo aver rilevato comportamenti imprevisti.

Le informazioni condivise con le organizzazioni colpite servono, secondo quanto dichiarato, a consentire loro di verificare eventuali vulnerabilità e rafforzare le difese, mentre proseguono le indagini della procura californiana e delle autorità federali.

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