Fisco, nel 2025 crescono i controlli sui conti correnti e le verifiche ordinarie: recuperati 16,4 miliardi
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Redazione Economia
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La strategia di contrasto all'evasione fiscale, pur basandosi sempre più sugli incentivi all'adempimento spontaneo, non può prescindere da un'intensa attività di controllo diretta. È questo il messaggio che emerge dalla Relazione sul rendiconto generale dello Stato presentata dalla Corte dei conti, dalla quale si evince un deciso incremento delle verifiche ordinarie e, in particolare, delle indagini finanziarie sui conti correnti, nel corso del 2025.
I numeri parlano di un'accelerazione che ha portato a un recupero di imposte pari a 16,4 miliardi di euro, ma non mancano le criticità su cui la magistratura contabile ha acceso i riflettori, in particolare riguardo all'efficacia della selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo.
I numeri dei controlli e il recupero di imposte
L'attività di controllo che si concretizza negli accertamenti ordinari, vale a dire le verifiche sostanziali che vanno oltre i controlli automatizzati, ha registrato un aumento significativo. Nel 2025, i controlli ordinari sono stati 223.647, segnando un incremento del 18% rispetto all'anno precedente. Da questa imponente mole di verifiche sono emerse maggiori imposte accertate per oltre 16,4 miliardi di euro, un dato in crescita dell'11,4% su base annua.
Questo risultato, pur rappresentando un passo avanti nella lotta all'evasione, è stato giudicato dalla Corte dei conti non ancora sufficiente rispetto alla dimensione del fenomeno evasivo nel Paese.
L'exploit delle indagini finanziarie sui conti correnti
L'incremento più vistoso ha riguardato le cosiddette indagini finanziarie, con cui Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza analizzano i movimenti bancari per individuare discrepanze con i redditi dichiarati. Nel 2025, queste verifiche sono state 6.566, più del triplo rispetto al 2022, e hanno consentito di recuperare 256 milioni di euro. Un dato che conferma come l'analisi dei flussi finanziari stia diventando uno strumento sempre più centrale nell'attività di accertamento.
A corroborare questa tendenza, si registra anche un forte aumento dei controlli sui crediti d'imposta e delle attività istruttorie sul territorio, con gli accessi brevi che sono passati da 18.316 nel 2024 a 50.928 nel 2025.
Controlli mirati ma con qualche criticità
Nonostante il generale aumento, l'attività ispettiva ha interessato solo il 3,8% delle partite Iva complessive, con un'intensità maggiore nel comparto delle costruzioni (4,6%) e in quello della manutenzione edilizia (4,1%), anche a causa delle frodi legate ai bonus edilizi. La Corte dei conti, pur riconoscendo i progressi, ha evidenziato alcune criticità, come l'elevata percentuale di controlli che portano a recuperi modesti: nel 2025, oltre un terzo degli accertamenti (80.753) ha prodotto un recupero inferiore ai 516 euro, contro appena il 9,1% dell'anno precedente.
Inoltre, è aumentata la quota di controlli che si concludono con esito negativo o che vengono annullati in autotutela, salita al 16,9% dal 9,5% del 2024, un segnale che spinge l'organo contabile a chiedere un miglioramento nei criteri di selezione dei contribuenti da verificare.




