Trump e Putin discutono di pace in Ucraina: "Pronti a lavorare su un memorandum"
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Redazione Esteri
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Il Cremlino ha fatto sapere, attraverso l’agenzia Tass, che la Russia è disposta a collaborare con Kiev per la stesura di un memorandum preliminare a un futuro trattato di pace. L’annuncio è arrivato al termine di una lunga telefonata tra il presidente russo, Vladimir Putin, e Donald Trump, la quarta dall’insediamento del tycoon alla Casa Bianca. Un dialogo che, stando alle fonti ufficiali, ha toccato diversi temi, con al centro la ricerca di una soluzione al conflitto in Ucraina.
Prima del colloquio con Putin, Trump aveva parlato con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per discutere della possibilità di un cessate il fuoco immediato. La presidenza ucraina ha precisato che i due leader si sentiranno di nuovo dopo la chiamata con il Cremlino, segno che Kiev non intende lasciare spazio a iniziative unilaterali. "Il colloquio è stato franco e utile", ha commentato Putin, senza però sbilanciarsi su dettagli operativi. "Una tregua è possibile, ma servono compromessi da entrambe le parti", ha aggiunto, lasciando intendere che Mosca non rinuncerà alle sue condizioni.
Dall’altro lato dell’oceano, il senatore repubblicano JD Vance, in partenza da Roma, ha sottolineato lo stallo delle trattative. "Siamo a un impasse", ha detto ai giornalisti, suggerendo che Trump avrebbe chiesto conto a Putin della reale volontà russa di negoziare. "Se Mosca non è seria, gli Stati Uniti dovranno prendere atto che questa non è la nostra guerra", ha aggiunto, in un’allusione alla possibile disengagement americano in assenza di progressi.
L’Italia, secondo quanto riportato da fonti diplomatiche, avrebbe avuto un ruolo nel facilitare il dialogo, sebbene non siano emersi elementi concreti su eventuali mediazioni. La complessità della situazione è evidente: da un lato, Kiev chiede garanzie sulla sua integrità territoriale; dall’altro, Mosca insiste su un negoziato che legittimi i territori attualmente occupati. Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di chiudere la guerra "in 24 ore", sembra ora confrontarsi con una realtà più intricata del previsto.




