Aereo abbattuto in Kazakistan, le prove puntano a un missile russo
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Redazione Esteri
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Il volo Embraer 190 della Azerbaijan Airlines, decollato da Baku e diretto a Grozny, si è schiantato il 25 dicembre nei pressi di Aktau, in Kazakistan, causando la morte di 38 dei 67 passeggeri a bordo. Secondo Samir Rzayev, presidente della compagnia aerea, l'aereo è stato abbattuto da un missile russo, come confermato dalle prime indagini che hanno rilevato interferenze esterne fisiche e tecniche.
Il velivolo, mentre sorvolava la capitale cecena, è stato colpito da schegge di un missile terra-aria durante una battaglia tra missili ceceni dei miliziani pro-Putin di Kadyrov e droni ucraini con cariche esplosive. Nonostante i danni alla fusoliera, il comandante Igor Kshnyakin e il primo ufficiale Aleksandr Kalyaninov sono riusciti a mantenere il controllo dell'aereo per circa un'ora e mezza, percorrendo 440 chilometri e attraversando il Mar Caspio, prima di tentare un atterraggio di emergenza ad Aktau.
Le testimonianze dei sopravvissuti, come quella di Subhonkul Rakhimov, confermano l'esplosione a bordo e il successivo danneggiamento della fusoliera. Rakhimov ha raccontato di aver sentito un forte boato e di aver visto la fusoliera danneggiata, prima di essere sopraffatto dalla paura. Le indagini, basate su intercettazioni delle comunicazioni, geolocalizzazioni e tracciamento della rotta, nonché sull'ispezione del relitto, hanno portato alla conclusione che la tragedia non sia stata un incidente, ma un errore criminale commesso dai militari russi.
L'eroismo dei piloti, che hanno tentato un atterraggio impossibile, ha permesso di salvare 29 vite. Gli esperti hanno definito l'atterraggio un'impresa straordinaria, considerando le condizioni critiche in cui si trovava l'aereo.




