Oms, un caso di demenza su due può essere evitato: ecco le nuove linee guida
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Redazione Salute
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Fino al 45% dei casi di demenza potrebbe essere prevenuto o ritardato intervenendo sui fattori di rischio modificabili. È la conclusione a cui giunge la seconda edizione delle linee guida pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che aggiornano il documento del 2019 alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e indicano una serie di strategie per ridurre il rischio di declino cognitivo nel corso della vita.
"Oggi sappiamo più che mai cosa determina il rischio di demenza, e queste linee guida traducono questa conoscenza in azioni concrete", ha affermato in una nota il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.
L’impatto delle campagne di prevenzione
Negli ultimi anni, complice l'invecchiamento dei Paesi occidentali, le campagne per prevenire la demenza senile si sono moltiplicate, tra raccomandazioni dei medici e messaggi in tv e sui social più o meno d'impatto. Ma basterà a prevenirla? Un'analisi dell'università Curtin, pubblicata su The Lancet Healthy Longevity, ha passato in rassegna dodici di questi programmi condotti in otto paesi, con un numero di partecipanti che andava da 51 a oltre 8 mila persone.
La scoperta è che, anche se le campagne di prevenzione raggiungono milioni di persone, in realtà contribuiscono poco a modificare le abitudini quotidiane. I programmi che funzionano meglio sono quelli costruiti attorno alle persone, con valutazioni personalizzate del rischio che mostrano a ciascuno come le proprie abitudini incidano sulla probabilità di ammalarsi.
L’esercizio fisico e la forza muscolare
Un altro studio, pubblicato su Clinical Nutrition dallo stesso team, ha ricostruito nel tempo le traiettorie di forza muscolare e composizione corporea di mezzo milione di individui, scoprendo che chi ha poca forza muscolare e un eccesso di grasso corporeo, una condizione che i ricercatori chiamano obesità sarcopenica, presenta un rischio più alto di sviluppare demenza. L'obesità da sola, quando la forza resta intatta, invece non risulterebbe collegata allo stesso rischio.
Ecco perché, assieme a fumo, sedentarietà, scarsa istruzione e isolamento sociale, la forza muscolare risulta un altro aspetto su cui intervenire con l'esercizio contro resistenza (elastici, pesi eccetera), più che pensare di cavarsela con la sola perdita di peso.
Un problema di salute pubblica globale
La demenza è un problema di salute pubblica in rapida crescita: nel mondo convivono con questa patologia circa 57 milioni di persone, una cifra che si prevede possa triplicare entro il 2050. Fino al 45% dei casi di demenza è legato a fattori modificabili che possiamo cambiare, come lo stile di vita, lo stato di salute e l'ambiente in cui viviamo.
Il messaggio lanciato dalla comunità scientifica è che la demenza può non essere un’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento: la sua presenza dipende dal grado di patologia presente nel tessuto cerebrale e dal grado di resistenza alla sua espressione clinica. Una vita attiva, con ritmi regolari e priva di stress, aumenta la resistenza alla patologia.
Le linee guida Oms mirano a essere una base di conoscenze per gli operatori sanitari che devono consigliare i pazienti e la popolazione generale su cosa possono fare per aiutare a prevenire il declino cognitivo e la demenza, e possono risultare uno strumento utile ai governi e ai responsabili politici per guidarli nello sviluppo di politiche e nella progettazione di programmi che incoraggino stili di vita sani.




