Aixam, il 2025 si chiude con 59 milioni e una nuova sfida nell’entry level

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato dei quadricicli, va detto, sta attraversando una fase di stanca. Le cifre delle immatricolazioni, se si guarda il comparto nel suo complesso, raccontano di una frenata piuttosto evidente. Eppure, c’è un’eccezione che sembra viaggiare in direzione ostinata e contraria: Aixam Mega Italia. Il marchio francese, fondato nel lontano 1983 e diventato ormai un pilastro della micro-mobilità europea, ha chiuso il bilancio del 2025 con un fatturato che sfiora i 59 milioni di euro. Un risultato, questo, sostenuto da oltre 4.

400 immatricolazioni nell’arco dei dodici mesi, un dato che le consegna una fetta di mercato del 34% nello Stivale. Numeri che assumono un peso specifico ancora maggiore se si considera la contrazione generale del settore, una resilienza che l’azienda costruisce giorno dopo giorno lontana dai riflettori della grande produzione automobilistica.

Una strategia a due velocità tra premium e accessibilità

La ricetta di questa tenuta, a guardarla bene, non è affatto monolitica. Aixam ha deciso di muoversi su un doppio binario che cerca di accontentare le due anime della sua clientela. Da un lato, c’è la volontà di coccolare chi cerca il massimo del comfort e delle finiture, con una gamma Premium che non ha nulla da invidiare, esteticamente parlando, alle city car tradizionali. Dall’altro, però, il costruttore transalpino ha deciso di aprire un varco nella fascia economica, quella che gli inglesi chiamano “entry level”, senza per questo scadere nella guerra al ribasso del prezzo.

È nata così la nuova Aixam Easy, un modello che parte da una base di 10.500 euro. Un veicolo pensato per democratizzare l’accesso a questo mondo, rivolgendosi non solo ai giovanissimi (che rappresentano il cuore storico del segmento) ma anche a quegli adulti con patente B che cercano un secondo veicolo agile per il traffico urbano. Lo conferma il direttore generale Tom Faget, il quale ricorda come il confronto con le auto tradizionali, in fondo, non regga: siamo pur sempre in un mercato di nicchia, e i piedi dell’azienda restano ben piantati per terra.

L’elettrico supera il termico e la svolta industriale

Una delle rivoluzioni silenziose, che trapela dai dati di vendita, riguarda la motorizzazione. In Italia, Aixam vende ormai più veicoli a batteria che a diesel, un sorpasso che segna un cambio di paradigma notevole per un marchio storicamente legato al bicilindrico Kubota. L’offerta, oggi, conta sette modelli disponibili in entrambe le varianti, compresa la nuova Easy.

A spingere questa transizione ci sono, certo, le restrizioni sulle Ztl e una maggiore sensibilità ambientale, ma anche la concretezza degli incentivi statali: chi rottama un vecchio quadriciclo può arrivare a ottenere uno sconto fino a 4.000 euro, un bonus che rende l’acquisto particolarmente appetibile per le famiglie. Sul fronte industriale, il gruppo non si è limitato a riposare sugli allori. Ha inaugurato da poco un nuovo stabilimento ad Andancette, con un investimento di 30 milioni di euro, portando la capacità produttiva potenziale a 30mila veicoli l’anno.

Una scelta, quella della produzione locale (oltre il 70% dei fornitori è europeo), che l’azienda rivendica come una barriera contro le turbolenze delle catene logistiche globali.

Non manca, infine, un’attenzione specifica al mondo del lavoro, con la gamma Aixam Pro (disponibile nelle versioni Furgone e Doppio pianale) che risponde alla crescente domanda di mobilità ultraleggera per le consegne dell’ultimo miglio. Un comparto, questo, che sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza grazie all’esplosione dell’e-commerce.

E mentre la rete di vendita si allarga (oggi sono 150 i punti vendita in Italia), Aixam conferma la sua filosofia anti-digital: niente vendita online, perché il rapporto diretto con il concessionario resta, a loro dire, il valore aggiunto principale per un cliente che cerca fiducia e prossimità.

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