Arriva la Fiat Tris, la risposta elettrica all'Ape che guarda all'Africa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Quando si parla di veicoli a tre ruote, è impossibile non pensare all’Ape, quel motocarro che – tra fumi e ruggiti – ha solcato le strade italiane per decenni, diventando un’icona del lavoro e della mobilità rurale. Sebbene molti ancora la guidino, spesso con la stessa dedizione di un tempo, l’Ape rappresenta ormai un retaggio di un’epoca in cui l’inquinamento non era una priorità. Ora, però, la Fiat – senza rinnegare quel design inconfondibile – prova a voltare pagina con un modello completamente elettrico: la Tris, destinata non all’Europa, ma ai mercati africani e mediorientali.

Prodotta in Marocco ma progettata in Italia, la Tris si presenta come una soluzione per la micromobilità urbana e la logistica dell’ultimo miglio, con una lunghezza di 3,17 metri e un raggio di sterzata ridotto (3,05 metri), caratteristiche che la rendono agile tra vicoli stretti e superfici dissestate. A differenza dell’Ape, però, non emette alcun fumo: il motore elettrico punta a unire praticità e sostenibilità, sebbene per ora il suo impatto si misurerà lontano dall’Italia.

Disponibile in tre configurazioni – cabinato, con pianale o cassone –, il veicolo si adatta a diverse esigenze, dal trasporto merci ai servizi di consegna. La versione con cassone è pensata per chi cerca una soluzione immediata, mentre le altre permettono personalizzazioni attraverso partner certificati. Una scelta che dimostra come Fiat Professional voglia competere con Piaggio, storico dominatore del settore, puntando su mercati in crescita dove la micromobilità è cruciale.

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