Rimborso 730 2026 in busta paga e pensione: il calendario per non perdere i soldi

Rimborso 730 2026 in busta paga e pensione: il calendario per non perdere i soldi
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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'attesa per milioni di contribuenti che hanno già presentato il modello 730 è destinata a concludersi nei prossimi mesi, con i primi rimborsi Irpef che inizieranno a comparire sulle buste paga e sui cedolini delle pensioni a partire da luglio e agosto. Il meccanismo dei conguagli, tuttavia, segue un calendario preciso che dipende essenzialmente dalla data di invio della dichiarazione dei redditi e dalla tipologia di sostituto d'imposta indicato, fattori che determinano se l'accredito arriverà con lo stipendio estivo, a settembre o addirittura più tardi nel corso dell'autunno.

730 2026, il calendario dei rimborsi per lavoratori dipendenti e pensionati

Per i lavoratori dipendenti, il rimborso del 730 arriva generalmente con la retribuzione del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione, il cosiddetto modello 730-4, che l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione seguendo scadenze ben precise.

Chi ha presentato la dichiarazione entro il 31 maggio, ad esempio, vedrà il prospetto arrivare al datore di lavoro entro il 15 giugno, con il rimborso che comparirà sulla busta paga di luglio; per i pensionati, invece, le operazioni di conguaglio partono con un mese di ritardo e il credito sarà erogato a partire dal cedolino di agosto.

Il calendario si articola poi in successive finestre temporali: per le dichiarazioni inviate dal 1° al 20 giugno, il prospetto è disponibile entro il 29 giugno e i dipendenti riceveranno il rimborso tra luglio e agosto, mentre i pensionati dovranno attendere settembre.

Perché il rimborso del 730 può arrivare in ritardo o essere bloccato

Non sempre, però, l'accredito segue i tempi standard e in alcuni casi l'attesa può prolungarsi ben oltre l'estate. Una delle principali cause di ritardo è rappresentata dai controlli preventivi dell'Agenzia delle Entrate, che possono scattare in presenza di specifiche situazioni di rischio. L'articolo 5 del decreto legislativo n.

175 del 2014 stabilisce che l'Amministrazione finanziaria può effettuare verifiche automatizzate o documentali quando il contribuente ha modificato la dichiarazione precompilata incidendo sulla determinazione del reddito o dell'imposta, oppure quando il rimborso richiesto supera i 4.000 euro.

In questi casi, i controlli devono concludersi entro quattro mesi dal termine per la trasmissione della dichiarazione e il rimborso, una volta accertato, viene erogato direttamente dall'Agenzia delle Entrate e non transita in busta paga, con tempi che possono arrivare fino al sesto mese successivo alla scadenza.

Chi ha presentato il 730 senza sostituto d'imposta e come funziona per i pensionati

Un'altra evenienza che allunga significativamente i tempi riguarda i contribuenti che hanno scelto di presentare il modello 730 senza indicare un sostituto d'imposta, una casistica che riguarda sia i lavoratori che i pensionati che non hanno voluto o potuto avvalersi di questa facoltà. In questa situazione, le operazioni di rimborso non vengono gestite né dal datore di lavoro né dall'Inps, ma direttamente dall'Agenzia delle Entrate, che provvede all'erogazione delle somme a partire dal mese di dicembre dell'anno di riferimento.

Per i pensionati, invece, il rimborso arriva dall'Inps con un calendario che segue le stesse finestre temporali ma con un mese di slittamento rispetto ai dipendenti, come confermato anche per il cedolino di agosto 2026, che sarà il primo a contenere i conguagli per chi ha inviato il 730 entro maggio.

I controlli dell'Agenzia delle Entrate e i criteri di selezione per il 730 2026

L'Agenzia delle Entrate ha definito con il provvedimento n. 182408 del 17 giugno 2026 i criteri per selezionare le dichiarazioni modello 730 da sottoporre a controllo preventivo, confermando un approccio mirato a individuare potenziali incoerenze. Tra gli elementi che fanno scattare i controlli rientrano lo scostamento per importi significativi rispetto ai dati risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell'anno precedente, nonché la presenza di situazioni di rischio legate a irregolarità già rilevate in passato.

Questa attività di verifica, che può essere automatizzata o prevedere la richiesta di documentazione giustificativa, ha un impatto diretto sulle tempistiche di pagamento: per le dichiarazioni selezionate, il rimborso non segue più il normale flusso del conguaglio in busta paga ma viene gestito direttamente dall'Amministrazione finanziaria, con l'effetto di spostare l'accredito a data certamente successiva rispetto al calendario ordinario.

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