Rimborsi Irpef e nuove regole TFR, luglio 2026 tra conguagli e silenzio-assenso
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Redazione Economia
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Luglio segna l’avvio della stagione dei conguagli fiscali per milioni di contribuenti italiani che hanno già presentato il modello 730. I primi rimborsi Irpef, attesi da lavoratori dipendenti e pensionati, iniziano a essere erogati a partire da questo mese, sebbene le tempistiche non siano omogenee per tutte le categorie.
A determinare la data dell'accredito sono principalmente due fattori: il momento in cui viene trasmessa la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate e la presenza o meno di un sostituto d'imposta, figura che per i dipendenti coincide con il datore di lavoro e per i pensionati con l'Inps. L'avvio delle operazioni di rimborso, peraltro, si inserisce in un contesto di novità normative che interessano altri importanti capitoli dell'economia personale, come il trattamento di fine rapporto e il costo dei carburanti.
Calendario dei rimborsi per dipendenti e pensionati
Per i lavoratori dipendenti che hanno inviato il modello 730 entro il 31 maggio 2026, il rimborso Irpef sarà visibile nella busta paga del mese di luglio. Questo primo accredito, va precisato, si concretizza materialmente nei primi giorni di agosto, quando vengono solitamente liquidate le competenze del mese precedente. Coloro che hanno trasmesso la dichiarazione tra il 1° e il 20 giugno, invece, dovranno attendere la busta paga di agosto per vedere il conguaglio.
Per i pensionati, le tempistiche subiscono uno slittamento ulteriore: chi ha presentato il 730 entro la metà di giugno riceverà il rimborso nel cedolino della pensione di agosto, mentre per dichiarazioni inviate successivamente l'accredito slitta a settembre o oltre. Questo ritardo è dovuto ai tempi tecnici necessari all'Inps per acquisire i prospetti di liquidazione trasmessi dall'Agenzia delle Entrate e procedere ai conguagli.
Controlli preventivi e possibili slittamenti
L'iter di rimborso può subire rallentamenti significativi a causa dei controlli preventivi attivati dall'Agenzia delle Entrate. La normativa prevede che l'Amministrazione finanziaria possa trattenere il rimborso fino a quattro mesi dalla data di presentazione della dichiarazione per effettuare verifiche, specialmente in presenza di elementi di incoerenza o di crediti di importo superiore a 4.000 euro.
Questi controlli scattano, ad esempio, in caso di modifiche significative apportate dal contribuente rispetto alla dichiarazione precompilata o di scostamenti rilevanti rispetto ai dati dell'anno precedente, nonché in presenza di situazioni di rischio già emerse in passato. Se la dichiarazione viene selezionata per un controllo preventivo, l'erogazione del rimborso potrebbe slittare anche oltre l'autunno, con il pagamento effettivo che può avvenire non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione.
La riforma del TFR e l'adesione automatica ai fondi pensione
Al di là dei rimborsi fiscali, il mese di luglio 2026 è caratterizzato da un'importante novità in materia di trattamento di fine rapporto: per i nuovi assunti del settore privato, il termine per scegliere la destinazione del TFR si riduce da sei mesi a sessanta giorni. La riforma, introdotta dalla legge di Bilancio 2026 (Legge n.
199/2025), prevede che in assenza di una scelta espressa da parte del lavoratore entro questo lasso di tempo, il TFR venga automaticamente conferito alla previdenza complementare mediante un meccanismo di silenzio-assenso. Il datore di lavoro, in tal senso, ha l'obbligo di fornire un'informativa dettagliata al neoassunto e di acquisire la sua decisione utilizzando il modello TFR2, la cui versione aggiornata è ancora in attesa di approvazione con un decreto ministeriale.
Per i dipendenti già in forza al 30 giugno 2026, invece, rimane in vigore la disciplina previgente, che prevede un termine di sei mesi per la scelta.
Lo scenario del mese: tra scadenze e attese
L'avvio dei rimborsi Irpef a luglio si accompagna quindi a un quadro di cambiamenti rilevanti per il reddito dei lavoratori. La scadenza del taglio delle accise sui carburanti, fissata per il 3 luglio senza una proroga, ha già comportato un aumento dei prezzi alla pompa di circa 6,1 centesimi al litro, pari a un aggravio di circa 3 euro per un pieno di 50 litri. Questa concomitanza di eventi, se da un lato porta sollievo con i primi accrediti fiscali, dall'altro impone un'attenzione maggiore alle nuove scadenze e alle regole che disciplinano il risparmio previdenziale.
Per i contribuenti senza sostituto di imposta, infine, le tempistiche per ottenere il rimborso sono generalmente più lunghe, con l'Agenzia delle Entrate che provvede direttamente all'erogazione tramite bonifico o, in mancanza dell'IBAN, tramite titoli di credito di Poste Italiane.




