Prezzi della benzina in salita, il Codacons segnala picchi fino a 2,35 euro in autostrada
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Redazione Economia
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Il costo dei carburanti, che da settimane mostra un andamento insidioso, ha ormai oltrepassato una soglia psicologica significativa, attestandosi su livelli che gravano in maniera consistente sul bilancio delle famiglie. La benzina self service, la cui rilevazione è effettuata su base nazionale, ha superato il tetto di 1,70 euro al litro, mentre il diesel, sebbene nominalmente più economico, si colloca a 1,643 euro, preludendo a un futuro prossimo carico di ulteriori tensioni al rialzo. Una dinamica, questa, che non accenna a placarsi e che anzi si declina in maniera particolarmente severa lungo le arterie autostradali, dove la modalità "servito" fa registrare, in taluni casi, cifre prossime ai 2,35 euro per ogni litro di verde.
Il quadro regionale e le disparità territoriali
L'analisi geografica dei listini, peraltro, disegna una cartografia delle disuguaglianze, con undici regioni italiane che già vedono la benzina stabilmente al di sopra della media nazionale. Bolzano guida questa classifica poco invidiabile con un prezzo medio di 1,760 euro, ma è il Mezzogiorno, in verità, a mostrare le situazioni più critiche: Basilicata, Calabria e Sicilia, infatti, seguono da vicino la provincia autonoma, confermando una tendenza storica che penalizza sistematicamente il Sud. Le ragioni di queste sperequazioni, sulle quali le associazioni dei consumatori richiamano da tempo l'attenzione, risiedono in un complesso intreccio di fattori logistici e concorrenziali che, di fatto, erodono il potere d'acquisto di chi risiede in quelle aree.
Lo spettro del caro-gasolio a partire da gennaio
Se l'immediato presenta già un quadro preoccupante, il futuro prossimo introduce un elemento di ulteriore criticità, rappresentato dall'adeguamento delle accise sul gasolio. L'attuale tributo, che per la benzina subirà una lieve riduzione di 4,05 centesimi scendendo a 0,7134 euro, per il diesel è destinato a un incremento dello stesso importo. Una manovra, questa, che andrà a incidere su un parco auto molto esteso, composto da circa 16,6 milioni di vetture, le quali dovranno sostenere un aggravio non trascurabile. Il Codacons ha calcolato, considerando l'aliquota Iva al 22%, che un singolo pieno da cinquanta litri costerà, a partire da gennaio, circa 2,47 euro in più.
L'impatto economico sulle spese degli automobilisti
Proiettando questo dato su base annua, e ipotizzando una frequenza di due riforniti mensili per autovettura, l'esborso supplementare si tradurrebbe in un aggravio di quasi sessanta euro l'anno per ciascun conducente. Si tratta di una stima, certamente, ma che fornisce la misura concreta di un fenomeno i cui effetti si ripercuotono direttamente sulla mobilità delle persone e, in senso lato, sull'intera economia, dato che i trasporti merci ne subirebbero a loro volta le conseguenze. L'aumento, sebbene possa apparire di modesta entità nel singolo episodio, assume un peso rilevante quando moltiplicato per il numero dei rifornimenti e per la vastità del parco circolante italiano, configurandosi come una stangata silenziosa ma inesorabile.




