L’ondata di rincari per benzina e gasolio non si arresta, e la rete autostradale italiana registra picchi che sfiorano i 2,6 euro al litro per il diesel servito
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Redazione Economia
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L’escalation dei prezzi dei carburanti, innescata dalle recenti tensioni belliche che hanno per epicentro l’Iran e che coinvolgono anche gli Stati Uniti con il presidente Trump nuovamente alla Casa Bianca, sta producendo i suoi effetti più tangibili sui distributori italiani. La ripercussione di questa instabilità geopolitica, una crisi che da giorni tiene con il fiato sospeso i mercati internazionali, si traduce in numeri da capogiro per gli automobilisti e gli autotrasportatori. La dinamica dei listini, come evidenziato dai monitoraggi del Codacons, mostra un quadro in continua evoluzione, con alcune aree del Paese che sopportano un peso maggiore di questa fase congiunturale.
Le rilevazioni effettuate sulla rete di distribuzione ordinaria dipingono una geografia dei rincari piuttosto precisa. La soglia psicologica di 1,8 euro al litro per la benzina in modalità self service, un limite che solo pochi mesi fa sembrava lontano, è stata ampiamente superata in diverse realtà regionali. In particolare, i gestori della Calabria, con un prezzo medio di 1,820 euro, guidano questa classifica, seguiti a ruota dalla provincia di Bolzano a 1,819 euro e dalla Basilicata a 1,812 euro. Valori molto simili si registrano anche in Valle d’Aosta, in Sicilia e nella provincia di Trento, territori in cui, stando ai dati forniti dalle associazioni dei consumatori, la benzina al self ha ormai stabilmente varcato quella linea.
Il caro-gasolio colpisce il trasporto e l’autostrada diventa un lusso
Parallelamente alla benzina, è il gasolio a destare le maggiori preoccupazioni, specialmente per le ripercussioni che il suo aumento ha sull’intera filiera logistica e, di conseguenza, sui prezzi al dettaglio di moltissimi prodotti. Oltre l’80% delle merci che arrivano sugli scaffali dei supermercati viaggia su gomma, e un rincaro del carburante si traduce immediatamente in un effetto moltiplicatore a valle. Se sulla rete extraurbana il diesel al self si attesta su valori che in molte province toccano o sfiorano quota 2 euro al litro – come a Bolzano dove la media ha raggiunto i 2 euro esatti, e in Calabria con 1,989 euro – è sulla rete autostradale che la situazione diventa critica. Qui, gli impianti con servizio assistito propongono listini che mettono a dura prova i portafogli di chi è in viaggio. Sulla A4 e sulla A28, ad esempio, il prezzo del gasolio ha toccato quota 2,572 euro al litro, un valore che si avvicina pericolosamente ai 2,6 euro registrati in alcuni casi isolati. Un vero e proprio salasso, questo, per gli autotrasportatori, costretti a percorrere lunghe tratte e a fare i conti con costi di esercizio diventati improvvisamente insostenibili.
La risposta politica tra accise mobili e richieste di intervento immediato
Di fronte a questa ondata di rincari che, secondo le associazioni, rischia di avere un impatto devastante sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese, la risposta delle istituzioni inizia a prendere forma. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che il governo sta valutando l’attivazione del meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, uno strumento tecnico già oggetto di un provvedimento nel 2023 e che consente di utilizzare il maggior gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi per ridurre la componente fiscale del carburante. Una misura, questa, che mira a sterilizzare gli incrementi senza gravare ulteriormente sulle casse dello Stato, sebbene la sua efficacia sia tutta da verificare e i tempi di attuazione tecnica vengano giudicati troppo lunghi dalle associazioni dei consumatori.
Parallelamente alla riflessione governativa su meccanismi complessi come la sterilizzazione dell’Iva, si levano voci che chiedono interventi più diretti e immediati. L’Unione Nazionale Consumatori, attraverso il suo presidente Massimiliano Dona, ha sollecitato l’esecutivo a intervenire con un decreto legge che tagli le accise di almeno dieci centesimi, criticando la lentezza con cui si procederebbe allo studio del meccanismo delle accise mobili, un tema, a loro dire, dibattuto ormai da oltre vent’anni. Il Codacons, dal canto suo, ha rincarato la dose chiedendo una riduzione delle accise di quindici centesimi, sottolineando come l’attuale livello dei prezzi non sia più sostenibile e come si rischi una speculazione incontrollata sulle materie prime, con conseguenze pesanti soprattutto per i ceti meno abbienti.
L’effetto valanga sulle merci e il rischio di una crisi logistica
L’allarme lanciato dal Codacons non si limita al costo del pieno per l’automobilista medio, ma si estende agli effetti indiretti di questa crisi. L’aumento del gasolio, che rappresenta la principale voce di costo per il settore dell’autotrasporto, sta già producendo i suoi effetti a catena. In Sicilia, dove alla crisi internazionale si aggiungono le criticità legate alla raffineria Isab di Priolo, la Cna Fita ha parlato di una “tempesta perfetta” che mette in ginocchio il settore. Le stime parlano di un aggravio di costi che potrebbe superare i 15.000 euro all’anno per ogni singola impresa di trasporto, un aggravio che inevitabilmente verrà scaricato sui prezzi finali dei beni di consumo, alimentando ulteriormente l’inflazione. Una spirale pericolosa, quella che vede il prezzo del carburante influenzare direttamente il costo della spesa, che rischia di colpire duramente un tessuto economico già provato dalle precedenti crisi energetiche.
Keywords: rincari carburanti, prezzi benzina, gasolio autostrada, accise, Codacons, crisi Iran, inflazione, autotrasporto
Description: Continuano i rincari di benzina e gasolio in Italia. In autostrada il diesel sfiora i 2,6 euro. Il governo valuta il taglio delle accise mentre infuria la polemica.




