La nuova Jeep Compass arriva in concessionaria con un doppio weekend di porte aperte tra motorizzazioni ibride, full electric e prezzi a partire da 40.900 euro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L’operazione commerciale studiata da Stellantis per il lancio della terza generazione di Jeep Compass entra nel vivo, e lo fa con una strategia che punta a coinvolgere il pubblico in modo diretto, ovvero organizzando due fine settimana di porte aperte, quelli del 14-15 e del 21-22 febbraio 2026, durante i quali gli showroom Jeep sull’intero territorio nazionale resteranno a disposizione di chiunque voglia scoprire da vicino il nuovo SUV compatto. Un’iniziativa, questa, che replica e amplia quanto già sperimentato a gennaio, quando i primi appuntamenti avevano riscosso un interesse tale da consigliare una replica, segno che la curiosità attorno al modello, nelle sue varianti elettrificate, è decisamente alta -2. Il piano industriale, del resto, punta molto sul successo di questo veicolo, considerato un pilastro per la crescita del marchio in Europa e non solo.
Progettata nei centri stile di Torino, affinata tra i circuiti e le strade di Balocco e prodotta nello stabilimento di Melfi, la nuova Compass è il primo frutto concreto, per il marchio americano, dell’applicazione della piattaforma STLA Medium, quell’architettura modulare, per intenderci, che consente di ospitare indifferentemente sistemi di propulsione ibridi o completamente elettrici senza dover stravolgere le linee di montaggio -1-4. È un veicolo che cresce nelle dimensioni, arrivando a 4,55 metri di lunghezza e con un passo maggiorato di oltre quindici centimetri, una scelta tecnica che si traduce in maggiore abitabilità per i passeggeri posteriori e in un bagagliaio che ora, forte di una capacità di 479 litri secondo le prime rilevazioni, si candida a fare da vero e proprio compagno di viaggio per le famiglie -2-8. Il design, come mostrano le prime unità esposte, gioca su linee tese e squadrate, sulla griglia anteriore illuminata – sette feritoie che sono un’icona assoluta – e su una protezione perimetrale in plastica grezza, pensata per assorbire senza troppi danni estetici i colpi della quotidianità cittadina o, perché no, di un leggero fuoristrada.
Una gamma completa tra mild hybrid, plug-in e bev con prezzi da 40.900 euro
La vera novità, per chi si avvicinerà alla Compass in questi weekend, risiederà però sotto il cofano, dove l’elettrificazione la fa ormai da padrona. La gamma di lancio, come del resto è stato comunicato ufficialmente, si articola su tre livelli di motorizzazione, ciascuno declinato negli allestimenti Altitude e First Edition. Si parte con il motore 1.2 litri mild hybrid da 145 cavalli, una soluzione che abbina un piccolo propulsore a benzina a un’unità elettrica integrata nel cambio, e che rappresenta la porta d’ingresso alla famiglia con un prezzo di listino fissato a 40.900 euro per l’Altitude e a 42.900 per la First Edition -1-5. Una proposta, quella dell’ibrido leggero, che in queste settimane beneficia anche di una campagna promozionale dedicata: chi acquista, approfittando proprio delle giornate di porte aperte o comunque entro febbraio, può contare su 5.000 euro di supervalutazione dell’usato e su un finanziamento a tasso zero, il che, per farla semplice, significa portare a casa la vettura con un prezzo effettivo che scende a 35.900 euro -2.
Salendo di livello, ecco la motorizzazione plug-in, la 1.6 litri da 225 cavalli complessivi, forte di una batteria da 17,9 kWh che, secondo i dati diffusi dalla casa, garantisce fino a 90 chilometri di percorrenza in modalità esclusivamente elettrica -5. Per questa versione, pensata per chi cerca il massimo della flessibilità tra tragitti urbani a zero emissioni e lunghi viaggi, si parte da 45.900 euro. Al vertice della gamma, infine, si posiziona la Compass full electric, spinta da un motore da 213 cavalli alimentato da una batteria da 74 kWh: l’autonomia dichiarata, nel ciclo WLTP, tocca i 500 chilometri, e il prezzo d’attacco, per l’allestimento Altitude, è di 47.900 euro -1-8.
Interni hi-tech e capacità off-road: il dna Jeep resta intatto
Osservando gli interni, chi entrerà in concessionaria si troverà di fronte a un abitacolo dominato dalla tecnologia, con una plancia orizzontale pulita al cui centro spicca un grande schermo da 16 pollici per il sistema di infotainment, affiancato da una strumentazione digitale da 10,25 pollici -3-10. La connettività è completa, con Apple CarPlay e Android Auto wireless, e non mancano, a seconda delle versioni, sistemi come la chiave digitale per aprire e avviare l’auto con lo smartphone o il portellone posteriore ad apertura elettrica. Ma il vero banco di prova, per chi conosce il marchio, resta la capacità di muoversi sullo sterrato: nonostante l’anima sempre più stradale del segmento, la nuova Compass mantiene un’altezza da terra superiore ai 200 millimetri, una capacità di guado di 480 millimetri e il sistema Selec-Terrain per adattare la risposta del mezzo a diverse superfici, dalla neve al fango -6.
La produzione nello stabilimento di Melfi, va detto, rappresenta del resto un tassello fondamentale non solo per l’immagine del modello, ma per l’intero indotto dell’automotive italiano. Lo stabilimento lucano, che dal 2014 ha sfornato oltre due milioni di Renegade e Compass, torna così al centro del piano industriale di Stellantis per l’Europa, con previsioni che, a regime e con l’arrivo di altri modelli destinati a condividere la stessa piattaforma – si parla della futura DS 7 e della Lancia Gamma – potrebbero portare la produzione annua a superare le 200mila unità, tutte destinate a sessanta mercati globali, dall’Europa al Medio Oriente, dall’Africa all’Oceania -4-9. Una scommessa industriale, questa, che passa proprio dalla capacità della nuova Jeep Compass di convincere gli automobilisti italiani, chiamati ora a giudicarla dal vivo in questi weekend di porte aperte.




