Il governo accelera sugli sgomberi, la proposta di FdI per usare l’atto di proprietà come titolo esecutivo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma – Non si tratta, a sentire i diretti interessati, di una mera ossessione per la repressione, bensì di una ricetta economica che vede nel contrasto all’occupazione abusiva il volano per il rilancio del mercato delle locazioni. La conferenza stampa tenutasi nella Sala Tatarella della Camera, che ha visto protagonisti i vertici di Fratelli d’Italia – tra cui il capogruppo Galeazzo Bignami e la deputata Alice Buonguerrieri – ha segnato di fatto l’ufficializzazione di una svolta destinata a modificare gli equilibri patrimoniali del paese: l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha recepito una proposta di legge, prima firmataria proprio Buonguerrieri, che introduce procedure accelerate per la liberazione degli immobili occupati.

La logica della tutela proprietaria come leva di mercato

Bignami, nel suo intervento, ha liquidato senza mezzi termini l’approccio che finora aveva caratterizzato la gestione del fenomeno, definendo “storture del sistema” quelle situazioni paradossali in cui il proprietario, oltre a subire l’occupazione, si vede costretto a custodire i beni lasciati dall’inquilino sfrattato. La proposta, che ruota attorno a una logica di “buon senso” secondo l’esponente di FdI, intende ribaltare la prospettiva attuale: chi è proprietario di un immobile – sia esso occupato senza titolo o oggetto di un contratto cessato per mancato pagamento – deve poter vedere riconosciuta la propria ragione in tempi rapidi, senza i gravami processuali che oggi finiscono per scoraggiare l’offerta di case sul libero mercato.

Procedure accelerate e ingiunzioni: i dettagli tecnici della svolta

Alice Buonguerrieri, nel corso del suo intervento, ha fornito i dettagli operativi del meccanismo previsto dal disegno di legge. L’elemento di rottura, spiega la deputata, consiste nel far valere l’atto di proprietà come titolo esecutivo: una semplificazione che consentirebbe la liberazione immediata dell’immobile in caso di occupazione abusiva. Ma la norma interviene anche nella delicata casistica della “finita locazione”, ovvero quando il contratto è scaduto ma l’inquilino non rilascia volontariamente l’alloggio. In questo scenario, il provvedimento prevede un’ingiunzione per il rilascio: il giudice sarà chiamato a emetterla entro quindici giorni dal deposito della domanda, fissando lo sgombero non oltre i sessanta giorni successivi. Vengono inoltre introdotte penali specifiche per il ritardo nel rilascio, un aspetto che mira a scoraggiare le tattiche dilatorie che spesso paralizzano le esecuzioni.

L’equazione politica tra più offerta e canoni calmierati

Il messaggio che i meloniani intendono consegnare all’opinione pubblica, e che risuona fortemente tra le associazioni di categoria presenti in sala, è racchiuso in un apparente paradosso: “L’obiettivo non è avere più sfratti ma più affitti”. La sintesi operata da Bignami mira a spezzare un circolo vizioso, quello per cui l’eccessiva difficoltà nel rientrare in possesso di un bene disincentiva i privati dal mettere le proprie case sul mercato. Secondo questa visione – che la deputata Buonguerrieri ha riassunto con la formula "il tempo dell’indulgenza è finito" – aumentare la sicurezza giuridica dei locatori avrebbe come effetto diretto quello di allargare la disponibilità di immobili, con la conseguente riduzione dei canoni attraverso la legge della domanda e dell’offerta. Un principio, questo, che non prevede tutele aggiuntive per il conduttore inadempiente, ma che i proponenti descrivono come un mero ripristino dello stato di diritto in materia abitativa.

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