Tassa del 10% sulle connessioni in rame, la proposta di FdI
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Dal primo gennaio 2025, chi utilizza una connessione internet in rame, come l'Adsl o il misto fibra, rischia di pagare una bolletta più alta del 10%. Questo è quanto prevede un emendamento alla Legge di Bilancio presentato alla Camera dal deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Carmine Raimondo. L'obiettivo dichiarato è quello di sostenere gli investimenti delle aziende nel passaggio alla fibra ottica, accelerando così la diffusione di questa tecnologia su tutto il territorio nazionale.
La proposta ha suscitato immediate reazioni, tra cui quella di Federconsumatori, che ha definito la tassa "inaccettabile". Anche l'Associazione Italiana Internet Provider (Aiip) ha espresso forti critiche, denunciando l'irragionevolezza e gli effetti distorsivi di un intervento che rischia di compromettere il mercato e la crescita del settore. Secondo l'Aiip, infatti, la misura penalizzerebbe proprio chi soffre già di una connessione lenta, aggravando ulteriormente il digital divide.
Il piano per diffondere la fibra ottica in tutto il Paese procede a rilento, e molti utenti, insieme a diversi operatori, si trovano già penalizzati. L'emendamento di FdI, che mira a finanziare la larga banda, prevede anche la minaccia di disconnessione per chi non si adegua, colpendo così le vittime del digital divide. La situazione è resa ancora più critica dal fatto che la tassa del 10% potrebbe portare a un aumento delle bollette per gli utenti, per motivazioni che non dipendono né dai provider né dagli utenti stessi.
La proposta di tassare le connessioni in rame per favorire il passaggio alla fibra ottica ha sollevato un acceso dibattito.




