Tar Salerno sospende la chiusura del Grand Hotel: De Luca fermato per un giorno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il provvedimento di chiusura del Grand Hotel Salerno è durato lo spazio di poche ore, il tempo necessario per consentire al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione di Salerno, di esprimersi sulla richiesta di sospensione presentata dalla proprietà. A firmare il decreto d’urgenza che ha bloccato l’esecutività dell’ordinanza comunale è stato il presidente Salvatore Mezzacapo, il quale ha accolto l’istanza cautelare proposta dalla Immobiliare Panoramica srl, la società titolare della struttura alberghiera situata sul Lungomare Cittadino.

Il legale che ha curato la procedura, l’avvocato Lorenzo Lentini, ha agito in tempi strettissimi per ottenere il provvedimento "ante causam" che restituisce piena operatività all’hotel, almeno fino alla prossima udienza collegiale.

La sospensione decisa dal Suap su input del sindaco De Luca

La vicenda affonda le radici in un contenzioso amministrativo di natura tributaria che vede il Comune di Salerno opposto alla gestione dell’albergo. A innescare la procedura era stato lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune, il quale, su input diretto del sindaco Vincenzo De Luca, aveva disposto la sospensione immediata della licenza dell’attività ricettiva e delle autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande.

La misura, notificata nella mattinata di oggi da un nutrito gruppo di agenti della Polizia Municipale all’interno della sede dell’hotel, aveva effettivamente bloccato i nuovi arrivi, concedendo ai clienti già alloggiati unicamente il tempo necessario per effettuare il check out.

Il primo cittadino, che in precedenza aveva concesso alla proprietà un termine di novanta giorni per mettersi in regola, aveva disposto l’interruzione forzata delle attività a fronte di un debito complessivo che sfiora i 9 milioni di euro, maturato negli anni tra tributi comunali non versati e mancato incasso della tassa di soggiorno.

Il rischio del periodo di massima occupazione

Nella sua valutazione, il presidente del Tribunale amministrativo Mezzacapo ha ritenuto prevalente il criterio del "periculum in mora" legato alla contingenza temporale, argomentando che la chiusura della struttura nel cuore della stagione turistica estiva rappresenterebbe un danno di proporzioni irreparabili per l’azienda.

La sospensione cautelare, quindi, consente alla Immobiliare Panoramica srl di proseguire l’attività ordinaria nelle more della presentazione del ricorso formale e dell’eventuale discussione in sede collegiale, senza che il provvedimento comunale possa spiegare i propri effetti. Questa decisione, che di fatto restituisce fiato all’attività imprenditoriale, rappresenta tuttavia solo un primo, provvisorio capitolo di una contesa destinata a proseguire nei prossimi mesi, quando il Tar sarà chiamato a esprimersi nel merito sulla legittimità dell’operato dell’amministrazione guidata da De Luca.

I numeri del contenzioso e le prossime mosse giudiziarie

L’ammontare del debito contestato, pari a circa 9 milioni di euro, costituisce il fulcro della disputa tra l’ente locale e la proprietà alberghiera: una somma che racchiude decenni di tributi locali mai saldati e una rilevante esposizione per quanto riguarda la tassa di soggiorno, la cui riscossione è da sempre considerata una delle poste più sensibili per le casse dei comuni italiani a vocazione turistica.

L’avvocato Lorenzo Lentini, difensore della società, ha puntato sulla rapidità della reazione giudiziale, ottenendo dal Tar un decreto presidenziale d’urgenza che ribalta immediatamente la situazione creatasi con la notifica mattutina. Con la sospensione dell’ordinanza comunale, l’hotel ha riaperto i battenti e ripreso a tutti gli effetti la normale gestione delle prenotazioni, in attesa che il collegio del Tribunale amministrativo si riunisca per decidere se confermare o meno il provvedimento cautelare in sede di udienza.

Il decreto firmato da Mezzacapo, per quanto favorevole alla proprietà, non esaurisce il contendere, lasciando aperto uno scenario giudiziario che, inevitabilmente, si annuncia complesso e destinato a protrarsi ben oltre i giorni immediatamente successivi alla riapertura.

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