Starship, nuovo rinvio all'ultimo secondo per il tredicesimo volo di prova: problema ai motori Raptor

Starship, nuovo rinvio all'ultimo secondo per il tredicesimo volo di prova: problema ai motori Raptor
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sembrava essere tutto pronto per il tredicesimo volo di prova di Starship, il gigantesco sistema di lancio completamente riutilizzabile sviluppato da SpaceX. Dopo il completamento delle operazioni di rifornimento di propellenti, che hanno visto caricare nei serbatoi oltre 5,2 milioni di chilogrammi di metano liquido e ossigeno criogenico, e un conto alla rovescia senza particolari intoppi, il decollo previsto nella notte italiana tra il 16 e il 17 luglio è stato annullato a pochi istanti dalla partenza.

Il sistema di sicurezza del razzo ha infatti rilevato un'anomalia durante le ultime fasi della sequenza automatica di lancio, facendo scattare l'hold e impedendo il decollo dal Pad 2 di Starbase, in Texas.

L'anomalia ai motori e le parole di Elon Musk

La causa del rinvio è stata immediatamente individuata in un problema ai motori Raptor del booster Super Heavy. Come spiegato dallo stesso Elon Musk in un post sulla piattaforma X, "alcuni motori non si sono accesi, provocando l'interruzione automatica del lancio". Secondo quanto riportato da diverse agenzie, i dati di telemetria avrebbero indicato il mancato avviamento di quattro dei trentatré motori, portando al conseguente spegnimento automatico di quelli già in funzione.

Il portavoce di SpaceX, Dan Huot, ha confermato durante la diretta streaming che il sistema ha attivato una procedura di "hold" sul booster mentre si stava avviando la sequenza di accensione. L'azienda ha quindi avviato le operazioni di scarico del propellente, necessarie per mettere in sicurezza il razzo a terra.

Le conseguenze e il piano per il prossimo tentativo

Le ripercussioni del rinvio si sono fatte sentire anche sul fronte finanziario, visto che si trattava del primo tentativo di lancio dopo la recente quotazione in borsa dell'azienda. Il titolo SpaceX ha subito un calo di circa il 3% nelle contrattazioni after-hour, chiudendo per la prima volta al di sotto del prezzo di collocamento iniziale di 135 dollari.

Per quanto riguarda il futuro immediato del programma, Musk ha già delineato i passi successivi: per garantire la piena affidabilità del volo, due motori Raptor verranno rimossi e sostituiti. L'obiettivo è quello di tentare nuovamente il lancio all'inizio della prossima settimana, anche se inizialmente si era parlato di una possibile riprogrammazione entro pochi giorni.

Gli obiettivi della missione Flight 13

La missione, nota come Flight 13 o Integrated Flight Test-13, rappresentava un passo cruciale per il programma di sviluppo di SpaceX. Si trattava del secondo volo per la versione V3 di Starship e del booster Super Heavy, già testati nel volo precedente dello scorso maggio.

Il piano di volo prevedeva una serie di obiettivi ambiziosi, tra cui il dispiegamento di venti satelliti Starlink di nuova generazione, la dimostrazione di un riaccensione del motore Raptor nello spazio e il test di un ammaraggio controllato in mare sia del booster che dello stadio superiore. Questi test sono fondamentali per il programma Artemis della NASA, che prevede l'utilizzo di una versione modificata di Starship per il ritorno dell'uomo sulla Luna, e per le future missioni dell'azienda verso Marte.

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