Rottamazione quinquies, come funziona: i requisiti per non essere esclusi
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Redazione Economia
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Il governo prepara la rottamazione quinquies, la quinta edizione della sanatoria sulle cartelle esattoriali, il cui obiettivo dichiarato è offrire ai contribuenti un'ulteriore possibilità per regolarizzare i propri debiti con il fisco. A spingere con decisione per questa misura, che si inserirà nella manovra del 2026, è stata la Lega, la quale ha sollecitato un nuovo intervento a favore di chi si trova in difficoltà a causa di pendenze fiscali. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, tuttavia, ha voluto precisare, con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti, che "non è un condono per coloro che hanno fatto i furbi non dichiarando", delimitando così il perimetro di un'operazione che intende essere una definizione agevolata e non un'amnistia.
Cosa prevede la misura e quali sono i debiti inclusi
La rottamazione quinquies, stando alle informazioni che circolano, riguarderà le cartelle esattoriali notificate nel periodo compreso tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, un arco temporale molto ampio che copre quasi un quarto di secolo. Il meccanismo, che costituisce una delle iniziative più attese della prossima legge di bilancio, consentirebbe ai soggetti aderenti di estinguere le proprie posizioni pagando esclusivamente l'importo del debito originario, con la totale cancellazione degli oneri accessori, che spesso rappresentano la parte più gravosa dell'intera somma dovuta. A ciò si aggiunge una dilazione dei pagamenti, la quale potrebbe raggiungere una durata record di nove anni, un lasso di tempo che mira a rendere sostenibile la rateizzazione per un numero elevato di persone.
I criteri di accesso e le categorie escluse
Non tutti, però, potranno beneficiare di questa opportunità, poiché il legislatore ha intenzione di selezionare con attenzione i destinatari, escludendone alcuni. L'accesso alla sanatoria sarà riservato, in via principale, a coloro i quali hanno regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi ma hanno successivamente omesso il pagamento delle imposte dovute. Al contrario, ne saranno espressamente tagliati fuori tutti quei contribuenti che non hanno mai presentato la dichiarazione, una circostanza che verrebbe interpretata come un comportamento elusivo. A questi ultimi si aggiungono, nella lista degli esclusi, anche i soggetti che sono stati oggetto di un accertamento fiscale, i quali dovranno trovare altre strade per definire le loro posizioni.
Le modalità di adesione e la rateizzazione
Per quanto concerne le modalità pratiche di adesione, non sono ancora stati resi noti i dettagli operativi, che verranno presumibilmente definiti in sede di conversione in legge della manovra. Quel che è certo è che il piano di rientro, della durata massima di nove anni, permetterà di suddividere l'importo residuo in rate mensili o trimestrali, alleggerendo notevolmente il carico finanziario su chi deve sanare la propria situazione. Si tratta di un elemento di flessibilità che, unito alla rimozione di sanzioni e interessi, rappresenta il cuore dell'agevolazione, la quale mira a recuperare crediti per lo Stato offrendo al contempo una via d'uscita praticabile ai debitori in buona fede.




