Bollette dei vulnerabili, nuova stangata: luce +37,3% e gas +12,7%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le bollette dei clienti vulnerabili tornano a salire con aumenti molto pesanti sia per l'elettricità sia per il gas. Dal quarto trimestre del 2026 la spesa elettrica del cliente tipo servito in Maggior Tutela aumenta del 37,3% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre a settembre quella del gas nel Servizio di tutela della vulnerabilità è cresciuta del 12,7% su agosto. Una combinazione che colpisce proprio la fascia di consumatori protetta dalle regole dell'Autorità e che spinge Federconsumatori a parlare apertamente del rischio di una crisi sociale per le famiglie economicamente più fragili.

Perché la bolletta elettrica aumenta così tanto

L'aggiornamento dell'elettricità riguarda circa 3 milioni di clienti domestici vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela. ARERA attribuisce il rialzo soprattutto all'aumento dei costi di acquisto dell'energia, legato alle attese sui prezzi all'ingrosso e ai valori registrati nel terzo trimestre, superiori alle stime formulate in precedenza. Sul mercato continua inoltre a pesare l'instabilità internazionale, con il gas naturale che mantiene un ruolo rilevante nella formazione del prezzo dell'elettricità. Dal primo ottobre il prezzo di riferimento per il cliente tipo arriva così a 43,43 centesimi per kilowattora, tasse comprese.

La voce più pesante è quella relativa all'approvvigionamento dell'energia, fissata a 27,64 centesimi per kilowattora e pari al 63,7% della bolletta complessiva. Rispetto al trimestre precedente questa componente cresce del 63,4%. La commercializzazione al dettaglio vale invece 2,11 centesimi, mentre trasporto e gestione del contatore incidono per 6,18 centesimi e gli oneri generali di sistema per 3,32. Le imposte raggiungono 4,18 centesimi per kilowattora, con un incremento del 34,6%. In controtendenza risultano i costi di dispacciamento e del mercato della capacità, scesi del 2,2%, mentre gli oneri generali non cambiano.

Gas, settembre porta un altro aumento per 2,3 milioni di clienti

Anche sul fronte del gas il movimento dei prezzi è stato netto. Per settembre la sola materia prima applicata ai clienti vulnerabili è stata determinata in 78,80 euro per megawattora, equivalenti a circa 0,843 euro per metro cubo. Ad agosto il valore era vicino a 0,686 euro: il nuovo livello deriva dal forte rialzo delle quotazioni registrate sul mercato all'ingrosso italiano. Il meccanismo utilizzato per questa tutela prevede infatti che la componente relativa ai costi di approvvigionamento venga aggiornata ogni mese sulla base della media del prezzo del gas sul PSV day ahead.

L'accelerazione assume un peso particolare osservando l'andamento degli ultimi mesi. A marzo la componente della materia prima era pari a poco più di 0,557 euro al metro cubo, a maggio si collocava attorno a 0,502 e a giugno a circa 0,505. Da luglio è iniziata una risalita più marcata, prima a 0,607 e poi al livello di agosto. La sequenza mostra come il rincaro di settembre non sia un episodio isolato, ma arrivi dopo diversi aumenti consecutivi che si trasferiscono direttamente sulla spesa sostenuta dagli utenti inseriti nel regime di protezione.

Federconsumatori: «Situazione allarmante per le fasce più fragili»

Gianpietro Pegoraro, presidente provinciale di Federconsumatori, definisce «allarmante» la situazione e avverte che, proseguendo su questa traiettoria, si potrebbe arrivare a una «crisi sociale profonda», soprattutto per le fasce economicamente più deboli. La critica dell'associazione riguarda anche la risposta dell'esecutivo: secondo il presidente, di fronte a un aumento dell'elettricità largamente prevedibile il Governo non avrebbe adottato interventi sufficienti per contenerne l'impatto. Si tratta di una valutazione politica dell'organizzazione dei consumatori, mentre i rincari comunicati dall'Autorità derivano dagli aggiornamenti delle condizioni economiche dei servizi tutelati.

Per il cliente tipo vulnerabile dell'elettricità, la spesa annuale stimata per il periodo gennaio-dicembre arriva a 665,38 euro, contro 608,72 euro nei dodici mesi precedenti, con una crescita del 9,3%. Il confronto annuale è meno accentuato rispetto al balzo trimestrale perché incorpora periodi dell'anno caratterizzati da condizioni di prezzo differenti. La nuova tariffazione elettrica si applica nel periodo compreso tra ottobre e dicembre, mentre nel gas l'aggiornamento della materia prima continua a essere effettuato mensilmente sulla base delle quotazioni effettivamente registrate sul mercato italiano.

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