Il Settebello cade contro la Grecia e saluta i Mondiali: "Chiediamo scusa, non è stata la nostra gara"
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Redazione Sport
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A Singapore, dove si disputano i Mondiali di pallanuoto, il Settebello ha vissuto una giornata da dimenticare. Contro la Grecia, che ha imposto un ritmo serrato fin dal primo sprint, gli Azzurri sono usciti sconfitti con un pesante 17-11, chiudendo così il torneo ai quarti di finale. Un risultato che, unito all’eliminazione del Setterosa per mano dell’Ungheria, ripropone uno scenario che mancava dal 2017, quando entrambe le nazionali furono fermate prima delle semifinali.
"Non è stata la nostra partita, e per questo chiediamo scusa". Alessandro Campagna, ct della squadra maschile, non ha cercato alibi. Se da un lato ha riconosciuto l’impegno dei suoi atleti – "nessuno può dire che abbiamo risparmiato energie" – dall’altro ha ammesso senza giri di parole gli errori commessi. "La Grecia ha giocato in modo perfetto, noi invece abbiamo complicato tutto". Un’analisi che non lascia spazio a interpretazioni: gli ellenici, padroni del gioco in ogni fase, hanno sfruttato ogni incertezza italiana, mentre il Settebello, pur reagendo nel finale, non è mai riuscito a colmare il divario.
Il match, suddiviso in quattro tempi, ha visto la Grecia dominare già nei primi due quarti (6-3 e 3-1), costruendo un vantaggio che si è rivelato decisivo. Nonostante un parziale equilibrio nel terzo periodo (4-4) e una timora riaccensione azzurra nell’ultimo (4-5), il risultato era ormai compromesso. Gli avversari, che ora attendono in semifinale Spagna o Montenegro, hanno dimostrato una superiorità tattica e fisica, lasciando all’Italia solo lo spazio per un dignitoso addio.
Quella di Singapore è una pagina amara, soprattutto se confrontata con il recente passato. Otto anni fa, a Budapest, il Settebello uscì ai quarti contro la Croazia dopo un percorso più combattuto, mentre il Setterosa, pur vincendo il girone, cadde di misura contro la Russia. Oggi, però, le dinamiche appaiono diverse: non solo per il punteggio più netto, ma anche per le aspettative disattese di una squadra che, nonostante il cuore messo in vasca, non ha trovato la giusta chiave.




