Caccia ai vandali dopo il corteo no ponte a Messina
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Redazione Interno
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Non sono messinesi, ma sono stati identificati. Due manifestanti, giunti in città per partecipare al Carnevale no ponte, un evento di matrice anarchica, sono al centro delle indagini della polizia dopo gli scontri e i danni verificatisi durante il corteo di sabato pomeriggio. Le violenze, che hanno coinvolto un gruppo di anarchici mascherati e le forze dell’ordine, hanno lasciato il segno non solo sulle strade di Messina, ma anche su alcuni edifici storici, tra cui il Monastero di Montevergine, imbrattato con scritte di protesta. Un agente, ferito durante gli scontri, è stato trasportato in ospedale, mentre le indagini proseguono con l’ausilio delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza.
Il corteo, che ha visto la partecipazione di circa centocinquanta persone, era stato organizzato per protestare contro la costruzione del Ponte sullo Stretto, un progetto che continua a dividere l’opinione pubblica. Tuttavia, la manifestazione, inizialmente pacifica, ha preso una piega violenta quando un gruppo di anarchici, non riconducibili al Coordinamento promotore dell’evento né agli studenti presenti, ha dato vita a scontri con la polizia. Gli organizzatori si sono dissociati dalle azioni dei vandali, sottolineando che tali gesti non rappresentano lo spirito della protesta.
La senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, ha commentato duramente gli incidenti, definendo i manifestanti violenti come “il partito del ‘no a tutto’”, colpevole, a suo dire, di aver creato disordini con l’obiettivo di ostacolare il progetto del Ponte. “Non ci faremo intimidire”, ha dichiarato, esprimendo solidarietà all’agente ferito e augurandogli una pronta guarigione. Ronzulli ha inoltre accusato anarchici e antagonisti di aver sfruttato la manifestazione per seminare caos, ribadendo la determinazione del governo a portare avanti l’opera.




