Trump e il flop della Reflecting Pool: alghe, vernice scrostata e la caccia ai vandali
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Redazione Esteri
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La Reflecting Pool di Washington, la storica vasca che si estende tra il Lincoln Memorial e il Washington Monument, avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello dei lavori di ristrutturazione voluti da Donald Trump in vista delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'indipendenza americana.
Il presidente aveva annunciato un intervento da circa 14 milioni di dollari per trasformare lo specchio d'acqua, da sempre soggetto a proliferazione di alghe e infiltrazioni, in un blu "American flag blue" destinato a esaltare il profilo monumentale della capitale. L'operazione, però, si è rivelata un flop. A meno di due settimane dalla fine dei lavori, la vasca è tornata a tingersi di un verde palude, mentre il nuovo rivestimento blu si è scrostato, affiorando a pezzi dal fondale.
L'invasione delle alghe e la vernice che si stacca
La Reflecting Pool è stata svuotata e ristrutturata nella primavera del 2026: il fondo è stato rivestito con una speciale pellicola impermeabile color blu scuro, mentre sono stati installati sistemi di purificazione a microbolle per prevenire la formazione di alghe. I lavori, affidati senza gara pubblica alla Atlantic Industrial Coatings, sono stati completati il 6 giugno, ma già pochi giorni dopo il National Park Service ha dovuto intervenire con perossido di idrogeno per contrastare una nuova fioritura algale.
A peggiorare il quadro, i frammenti di vernice che si sono sollevati dal fondo, trasformando la vasca in una sorta di gigantesca piscina malandata. Le immagini diffuse dalla stampa mostrano chiaramente il degrado del rivestimento, che galleggia nell'acqua insieme alle chiazze verdi di alghe.
La reazione di Trump: «Sono i vandali, anni di carcere»
Di fronte all'evidenza di un intervento costoso e dai risultati controproducenti, Donald Trump ha scelto di non fare autocritica, puntando il dito contro presunti atti vandalici. Su Truth Social, il presidente ha più volte tuonato contro i sabotatori, sostenendo che qualcuno avrebbe intenzionalmente danneggiato la vasca con coltelli e sostanze chimiche corrosive. «Hanno preso una qualche forma di coltello o lama e hanno creato uno squarcio lungo 250 piedi», ha scritto, parlando di un danno di 76 metri sulla facciata.
Ha poi annunciato l'arresto di «diverse persone (circa 5)» per atti di vandalismo, definendo i reati «molto gravi» e passibili di «anni di carcere». La procuratrice di Washington, Jeanine Pirro, ha assicurato che chiunque sia stato trovato responsabile sarà perseguito con rigore.
L'arresto dell'ex olimpionico e i dubbi sulla manutenzione
Tra gli arrestati figura David Hearn, un ex canoista olimpico di 67 anni, fermato mentre si trovava nei pressi della vasca. L'uomo ha raccontato di essersi fermato per curiosità durante una gita in bicicletta, volendo toccare la vernice che si staccava per capire la consistenza del materiale. «Non ho distrutto, strappato o staccato nulla. Le condizioni della vasca non sono cambiate dopo il mio passaggio», ha dichiarato alla BBC, definendo il suo arresto una «prosecuzione arbitraria e capricciosa».
Le accuse di Trump, che parla di sostanze chimiche versate dai vandali, si scontrano con il parere degli esperti: la professoressa di ecologia acquatica Rosalina Stancheva Christova ha confermato la presenza dell'alga Desmodesmus, assolutamente innocua, e ha sottolineato che in un ambiente di queste dimensioni è normale che la composizione algale cambi rapidamente.




