Kimberly Guilfoyle si dimette da ambasciatrice in Grecia dopo le pressioni della Casa Bianca
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Redazione Esteri
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La Casa Bianca ha chiesto le dimissioni di Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, e lei ha finito per accettare. La decisione è arrivata martedì mattina, durante il primo briefing della nuova portavoce presidenziale Katie Zacharia, che ha annunciato pubblicamente la richiesta di rimozione. La diplomatica ha rassegnato le dimissioni poco dopo, respingendo con fermezza le accuse che l’avevano travolta nelle settimane precedenti.
L’inchiesta del Wall Street Journal e le accuse
Al centro dello scandalo ci sono una serie di articoli del Wall Street Journal, che hanno rivelato scambi di messaggi su Signal tra la Guilfoyle e Eric Deters, un avvocato del Kentucky e finanziatore repubblicano di lungo corso. Secondo il quotidiano, la diplomatica avrebbe chiesto a Deters di saldare un conto della sua American Express da 100.000 dollari, poco prima dell’udienza di conferma al Senato nel luglio 2025. In cambio, gli avrebbe promesso accesso a funzionari dell’amministrazione Trump.
Nelle presunte conversazioni, la Guilfoyle avrebbe anche invitato Deters a usare Signal per evitare tracce scritte, scrivendo frasi come «Non si vedrà da nessuna parte se bonifichi i soldi su American Express».
Le smentite e la difesa della diplomatica
Guilfoyle ha negato ogni addebito, definendo le accuse «false» e annunciando che difenderà «vigorosamente» il suo nome, la sua reputazione e la sua integrità. I suoi legali hanno contestato l’autenticità dei messaggi pubblicati dal Wall Street Journal, sostenendo che le somme richieste fossero in realtà il pagamento di discorsi e apparizioni pubbliche risalenti a prima della nomina ad ambasciatrice.
Nel suo comunicato di dimissioni, la diplomatica ha rivendicato i risultati del suo mandato: l’espansione delle esportazioni di gas naturale liquefatto verso l’Europa, l’avanzamento del corridoio energetico Vertical e il rafforzamento della cooperazione difensiva con la Grecia, paese membro della NATO.
Le reazioni di Trump e la ricostruzione politica
Il presidente Donald Trump aveva dichiarato lunedì che la posizione della Guilfoyle era in bilico, rispondendo ai giornalisti con un laconico «Ci stiamo pensando, non siamo contenti». La sua uscita di scena segue una serie di rimozioni che hanno interessato diverse figure di primo piano dell’amministrazione nei mesi scorsi, da Kristi Noem a Pam Bondi, in un quadro di continua ridefinizione del team presidenziale.
L’ambasciatrice era stata nominata nel 2025 nonostante le perplessità espresse da diversi senatori democratici, che avevano messo in dubbio le sue qualifiche e avevano definito la nomina come un incarico di natura clientelare, ricordando il suo lungo legame con la famiglia Trump e la precedente relazione con Donald Trump Jr.
Il vuoto diplomatico e le conseguenze per Atene
La partenza della Guilfoyle lascia vuoto un posto di rilievo in un momento delicato per le relazioni tra Washington e Atene, segnate da accordi strategici su energia e sicurezza firmati negli ultimi mesi. La Grecia, alleata storica degli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale, si trova ora a fare i conti con un’ambasciata guidata da un incaricato d’affari in attesa di una nuova nomina presidenziale.
Alcuni diplomatici di carriera avevano già espresso preoccupazione per il crescente ricorso a nomine politiche nelle ambasciate statunitensi, un fenomeno che secondo i sindacati del Foreign Service ha contribuito a un esodo senza precedenti di professionisti esperti negli ultimi due anni.
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