Von der Leyen: l'Europa deve sapersi difendere da sola in un mondo ostile
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Redazione Esteri
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In un momento storico segnato da tensioni internazionali, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato con chiarezza dei pericoli che affronta il continente, pur smorzando i toni più catastrofisti. Intervenuta in un’intervista al network LENA – un consorzio di testate, tra cui «la Repubblica», nato per potenziare il giornalismo europeo – ha escluso che il pianeta sia sull’orlo di un conflitto mondiale, definendo però i nostri come "tempi molto pericolosi". Una valutazione, la sua, che delinea un contesto in cui la sicurezza non può più essere data per scontata.
"Farò tutto quello che è in mio potere per mantenere la pace e la libertà in Europa", ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come proprio da questa necessità scaturisca l’impegno a "rafforzare le nostre capacità di difesa con così tanta determinazione". Le sue parole, che riecheggiano un tema centrale del suo mandato, tracciano una linea precisa: la preparazione militare e strategica dell’Unione non è una scelta belligerante, bensì la condizione indispensabile per preservare i valori fondativi in uno scenario globale divenuto più instabile.
Questa presa di posizione, peraltro, non vive nel vuoto ma si colloca in un dibattito europeo sempre più acceso sulla autonomia strategica. L’idea che il Vecchio Continente debba essere in grado di garantire la propria sicurezza anche in assenza di alleati tradizionali – un riferimento implicito alla nuova amministrazione statunitense guidata da Donald Trump – guadagna costantemente terreno. Si tratta di un percorso complesso, che coinvolge non solo gli aspetti puramente militari ma anche una base industriale e tecnologica in grado di sostenere uno sforzo di difesa credibile e duraturo.




