Il vescovo Guido Gallese lascia Alessandria: il caso “monsignor Tesla” e le dimissioni accolte da Papa Leone XIV

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Papa Leone XIV ha accolto la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Alessandria presentata da monsignor Guido Gallese. La decisione, comunicata dalla Sala Stampa della Santa Sede, arriva dopo una visita apostolica disposta nei mesi scorsi e affidata al cardinale Giuseppe Bertello, incaricato di verificare la situazione della diocesi piemontese. Contestualmente, il Pontefice ha nominato amministratore apostolico della medesima sede monsignor Luigi Testore, vescovo di Acqui, che continuerà a svolgere anche gli incarichi ricevuti in precedenza.

A Gallese è stato invece attribuito il titolo di vescovo emerito e la nomina ad assistente spirituale del Collegamento nazionale santuari.

La figura di Guido Gallese e la nomina del successore

Guido Gallese, genovese classe 1962, era stato nominato vescovo di Alessandria nell’ottobre 2012 da papa Benedetto XVI. Ordinato sacerdote nel 1990, prima dell’episcopato aveva svolto il ministero di parroco a Genova ed era laureato in matematica. Alla guida della diocesi alessandrina è rimasto per quasi quattordici anni.

Monsignor Luigi Testore, nato nel 1953, è vescovo di Acqui dal 2018; originario della diocesi di Asti ma sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, nel corso del suo ministero ha ricoperto diversi incarichi pastorali e amministrativi, tra cui quello di presidente della Caritas Ambrosiana e di economo diocesano milanese. Compirà 75 anni il prossimo 20 aprile, data in cui, per le norme canoniche, dovrà presentare la rinuncia ai propri uffici.

Le polemiche sulla Tesla e lo stile di vita

A dare risonanza mediatica alla vicenda erano state, negli anni, alcune scelte personali del presule finite al centro di critiche. L’acquisto di un’auto Tesla, con cui Gallese si era presentato al pranzo di Natale della Caritas, aveva alimentato polemiche e soprannomi giornalistici. A questo si erano aggiunte la passione per il kitesurf, praticato anche in Sud America, e alcune operazioni immobiliari che avevano fatto sollevare più di un sopracciglio. Nel mirino erano finiti anche presunti chiaroscuri sui bilanci diocesani e le spese per la ristrutturazione dell’alloggio del vescovo.

Da qui una serie di esposti inviati in Vaticano e profonde divisioni interne tra una parte del clero e il proprio pastore.

La visita apostolica del cardinale Bertello

La visita apostolica, avviata nel gennaio scorso e condotta dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, aveva raccolto testimonianze di sacerdoti, religiosi e fedeli per valutare il clima ecclesiale e le modalità di governo pastorale. Secondo quanto riferito dall’ufficio comunicazioni sociali diocesano, l’indagine non aveva come oggetto la gestione finanziaria della diocesi.

Al centro degli accertamenti vi erano piuttosto il deterioramento delle relazioni all’interno della diocesi e le difficoltà nel ristabilire un clima di comunione. Gallese aveva definito la pressione mediatica seguita all’avvio della visita una “gogna dolorosa”, aggiungendo che vedere la propria vita “passata al setaccio del pregiudizio” faceva soffrire.

Il congedo da Alessandria e il nuovo incarico

Il vescovo emerito saluterà ufficialmente la diocesi di Alessandria il prossimo 4 ottobre e andrà ad abitare altrove. “A volte voler bene davvero a una comunità significa avere il coraggio e l’umiltà, quando si avverte una fatica comune, di fare un passo indietro per il bene di tutti”, ha dichiarato Gallese, precisando di non aver ricevuto “neppure una riga scritta” e nessuna sanzione al termine della visita. La nomina ad assistente spirituale del Collegamento nazionale santuari, annunciata dal Dicastero per l’evangelizzazione, si aggiunge al titolo di vescovo emerito di Alessandria.

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