Bmw, la “bomba” di Villa d’Este: in arrivo una bagger da drag race

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non c’è palcoscenico più elegante, per giocare d’anticipo con l’hype, delle rive del Lago di Como. Bmw Motorrad, fedelissima al copione degli ultimi anni, sta per accendere i riflettori del Concorso d’Eleganza Villa d’Este con una creatura che, a giudicare dai primi, volutamente oscuri indizi, sembra uscita da un hangar piuttosto che da un salone. La Casa dell’Elica ha diffuso un teaser tanto semplice quanto efficace: un’immagine quasi completamente buia dove si intravede una sagoma dalle proporzioni decisamente insolite, accompagnata da un claim che suona come una promessa di guerra: “Engineered for maximum performance. Ready for takeoff”. La presentazione ufficiale è fissata per il 15 maggio, ma nel frattempo il mondo delle due ruote, come spesso accade in questi frangenti, si è già diviso tra ipotesi tecniche e suggestioni stilistiche per capire cosa si nasconda davvero dietro quella silhouette allungatissima.

E qui entriamo nel vivo del dibattito, perché la sagoma suggerita dai social – e confermata dalle ricostruzioni dei media specializzati – è inequivocabile: ci troviamo di fronte a una interpretazione europea del fenomeno “bagger”. Non una semplice touring, però, bensì una creatura votata allo scatto, una sorta di tributo alle drag race americane che, negli ultimi anni, hanno trovato nel campionato King of the Baggers il loro stadio naturale. Osservando il profilo della moto, si nota subito un aspetto che salta all’occhio: la moto è bassissima e l’interasse appare decisamente esagerato, quasi sproporzionato. Un dettaglio, quest’ultimo, che non lascia spazio a troppi dubbi sulla destinazione d’uso: quella geometria estrema serve a mantenere la ruota anteriore incollata all’asfalto sotto i 200 cavalli di spinta, impedendo l’inevitabile impennata che rovinerebbe il chrono sul quarto di miglio.

La domanda che gira tra gli addetti ai lavori, a questo punto, non è più “cosa sia”, ma cosa batte sotto il serbatoio. Markus Flasch, numero uno di Bmw Motorrad, ha alimentato la tensione con un secondo assaggio social, descrivendo l’opera come “un’ossessione”. E le ipotesi si concentrano attorno a due poli opposti, ma ugualmente affascinanti. Da un lato c’è la pista del pluripremiato sei cilindri in linea da 1.649 cc della famiglia K 1600, un propulsore dalla coppia fluida e vagamente turbinica che già equipaggia l’attuale K 1600 B. Sarebbe la scelta più logica per chi volesse costruire una bagger tecnologica ed efficace, magari affinando la ciclistica per renderla più reattiva nei transizioni di curva, un punto dolente per le maxi americane pure.

Dall’altro lato, però, c’è la pista che fa battere il cuore più velocemente ai puristi del sound: il bicilindrico boxer “Big Boxer” da 1.802 cc, ereditato dalla R 18. Immaginate quella mole di acciaio e coppia, vestita con una carenatura integrale da dragster, magari con lo scarico che esplode all’unisono con il rombo tipico del motore a cilindri contrapposti. Sarebbe una dichiarazione di intenti ben più radicale, quasi un guanto di sfida lanciato direttamente a Harley-Davidson e Indian sul loro terreno di caccia.

Non va dimenticato, in questo tripudio di speculazioni, il valore aggiunto del contesto. Villa d’Este non è una semplice fiera, ma il tempio dell’automotive chic, un luogo dove Bmw è solita presentare concept che poi, a differenza di quanto accade per molti altri costruttori, diventano realtà produttiva. La storia recente insegna: la Concept RR ha anticipato le superbike, la R20 (che proprio quest’anno sembra aver completato il percorso verso la produzione) ha mostrato la strada per i nuovi maxi, e persino la K 1600 B odierna è nata proprio come “Concept 101” sul lago undici anni fa. Questo dettaglio sposta l’ago della bilancia dall’idea di un semplice “esercizio di stile” a quella di un progetto industriale serio, seppur destinato a una nicchia ben precisa.

Il futuro tra cronometro e lusso

Mentre l’attenzione dei riflettori è tutta puntata sul modello misterioso, il contenitore dell’evento si prepara ad accogliere anche il resto della programmazione di Bmw Group Classic. Il programma del weekend sul Lario, che si terrà dal 15 al 17 maggio, prevede la consueta carrellata di gioielli a quattro ruote in gara per il “Best of Show” e la “Coppa d’Oro”. Accanto alla due ruota “da combattimento”, troverà spazio il debutto pubblico di Bmw Alpina, recentemente integrata nel gruppo, con i suoi modelli di lusso ad alte prestazioni.

Le giornate di sabato 17 e domenica 18, in particolare, apriranno le porte al pubblico nel parco di Villa Erba a Cernobbio. Qui, tra le classiche esposizioni per collezionisti e il raduno “Wheels & Weisswürscht”, la nuova creatura di Bmw Motorrad sfilerà sul red carpet. Un contrasto, quello tra la muscolosità della presunta drag-bagger e l’eleganza signorile delle auto d’epoca, che appare volutamente stridente. Una scelta, quest’ultima, che sembra studiata per massimizzare il rumore mediatico, sottolineando come la mobilità del futuro (e delle prestazioni) possa passare anche attraverso forme inedite e apparentemente fuori luogo in una vetrina così patinata.

Il verdict del 15 maggio

Il conto alla rovescia, quindi, è ormai agli sgoccioli. La diretta streaming del 15 maggio alle 19:00 metterà fine ai giochi di ombre e ai render digitali fatti dai designer indipendenti, svelando se avremo di fronte una semplice rivisitazione estrema della K 1600 o l’alba di una nuova era per i motori boxer di grossa cilindrata. Quel che è certo, osservando la lunghezza del codone e l’aggressività del muso, è che Bmw non ha intenzione di portare un “pezzo da museo” a Villa d’Este, ma un’arma. Un prototipo pensato per strappare il primato cronometrico e, soprattutto, per rubare la scena ai rivali americani, dimostrando che anche l’ingegneria tedesca sa essere spettacolare, brutale e dannatamente veloce in rettilineo.

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